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Notiziario TMC

Notiziario di informazione di musica e danza curato da M.Piscitelli

NOTIZIE RECENTI.

Posted by admin On febbraio - 15 - 2011

CARNEGIE HALL  ALLA  TECNICA  PERDUTA

In Italia non si pensa a rendere pubblica la “master class”, o lezione di perfezionamento musicale.

All’estero questo momento di studio e di meditazione tra grande insegnante ed allievo dotato è spettacolo che comporta vendita di biglietti e  come tale viene pagato. Il mezzosoprano americano Marilyn Horne, belcantista insigne, partner di Pavarotti e della Sutherland in tante serate storiche, è stata probabilmente una delle più grandi cantanti del secolo XX – se non la massima. Ha creato una fondazione per sostenere e propagandare il repertorio da camera e da salotto per voce; essendo il compleanno della Horne  in gennaio, la Carnegie Hall, storica istituzione musicale sulla 57ma strada che ospita anche gli uffici della Horne Foundation, le dedica ogni anno la seconda metà di quel mese: concerti e omaggi  alla regina del canto americano. La “Marilyn Horne Master Class” è sempre al centro del tributo musicale. Con lei l’insegnamento è uno show coinvolgente e spesso molto divertente, anche se l’oggetto dell’apprendimento è magari austero, pesante, un Lied di Mahler o un song di Britten; oppure se un giovane americano affronta  la canzone napoletana più strappacuore. L’illustre docente rimprovera scherzando: riesce a fare l’imitazione di un suono sbagliato, a  tirare fuori le motivations dello studente che ha davanti. L’emissione, il suono degli allievi vengono dalla Horne sempre arricchiti e abbelliti. Se si presenta la solita ragazza bellissima, dalla  figura snellissima, sappiamo che si ascolterà una vocina povera di armonici; ma lei la fa lavorare sulle sfumature e sul fascino del testo. Si tratta sempre di studenti preparatissimi, provenienti da scuole di altissimo livello. Nel corso di una ventina di minuti la pronuncia dell’allievo viene passata al setaccio dalla Horne e perfezionata. Tedesco, spagnolo, italiano non hanno segreti per lei.  Signori organizzatori dei teatri d’opera italiani, a quando questo così ammirevole spiegamento di intuito e di esperienza potrà avvantaggiare anche gli studenti che sono qui in Italia?

Gina Guandalini

CIGNO NERO, UN FILM HORROR

Il regista Darren Aronofsky ha riportato agli allori cinematografici un attore che sembrava definitivamente tramontato, Mickey Rourke, con il film  The Wrestler. Ora Aronofsky è ritornato su tutti i manifesti di Broadway con un horror movie che si intitola Black Swan, ”Cigno nero”. A Venezia, nel settembre scorso, questo film, non ancora giunto sugli schermi di tutta Italia, è stato accolto con un’ovazione  Nina, una giovane ballerina del New York City Ballet (la bravissima Natalie Portman, che per questo ruolo ha studiato balletto per sei mesi con una vecchia gloria della danza classica statunitense, Georgina Parkinson) è prescelta come protagonista del Lago dei Cigni dal coreografo francese, un ironico e donnaiolo Vincent Cassel. La ragazza è oppressa dalla madre (Barbara Hershey, bravissima) che la controlla giorno e notte. Sarà capace di interpretare anche il Cigno Nero, l’alter ego malvagio della dolcissima principessa-cigno in tutù bianco? Se all’inizio Black Swan sembra un film sul capolavoro ballettistico-romantico di Ciaikovski, nel filone di Scarpette rosse e Due vite, una svolta, la storia sconfina presto nelle atmosfere di  Polansky e  di Cronenberg. Tormentata e  nevrotica, la giovane ballerina accumula sul suo corpo misteriose “stigmate”, che la regìa ci rivela ogni volta con sussulti angosciosi. Inutile scomodare i critici di danza, siamo dentro al racconto di una  “possessione” terrificante, con tutte le implicazioni orrorifiche del mito del “doppio”. Non diremo “come va a finire”. Ma i ballettomani saranno forse un poco delusi. La protagonista non è sostituita, nelle scene in campo lungo, da ballerine davvero strepitose, ciò che giustificherebbe la scena finale del film. E .Ciaikovsky c’è, ma arrangiato da Clint Mansell, e gli fa buona compagnia il gruppo rock The Chemical Brothers.

Gina Guandalini

IL  MESE   VALERI  A ROMA

Una eccezionale “monografia” è stata dedicata a Roma all’attrice e autrice Franca Valeri dal teatro Valle. Per tutto  il mese di gennaio sono andati in scena quattro diversi spettacoli, tutti suoi.

Dapprima la commedia, che la Valeri ha scritto due anni fa; poi il monologo (anch’esso di sua creazione) La vedova Socrate, già visto e premiato in mezza Italia dal 2002;

alla fine di questo gennaio 2011 è stata presentata una serata personalissima, “Avrei voluto essere un mezzosoprano”, ricordi e ascolti lirici insieme a una decina di cantanti da lei stessa indirizzati all’opera. A concludere questo calendario monografico una serata sui rapporti tra Franca Valeri e il cinema, conclusa dalla proiezione di “Parigi o cara”, il divertente e amaro film del 1962 con lei e con il suo ex marito Vittorio Caprioli.

La pièce Non tutto è risolto porta in scena la breve sosta in una casa antica di una piccola signora impellicciata e incontenibile, nell’affettuosa ma secca regìa di Giuseppe Marini. La controparte della protagonista non è un’altra donna, ma un’antica imponente stufa viennese di maiolica che troneggia in scena e che , al contrario della visitatrice, è bellissima e fredda. La Valeri porta avanti con furioso sarcasmo  le sue convinzioni esistenziali, il suo lucido rifiuto di tutte le concezioni femminili convenzionali: l’amore, la famiglia, la maternità. Come ha sempre fatto, con humour surreale, respinge e ridicolizza il proprio figlio (Urbano Barberini, perfetto nel ruolo), tiranneggia la  segretaria (Licia Maglietta), Esce di scena indomita e sogghignante,. Anche il monologo di Santippe porta avanti dal 2002 questa ostinata, irridente  volontà di non lasciare che un uomo fagociti la vitalità e l’ironia della sua donna. Non tutto è risolto potrebbe essere visto come un  sequel de Le catacombe del 1960 o appunto de La vedova Socrate. Il pubblico le tributa un’ammirazione che sconfina nella mitizzazione. L’ultima (per ora) commedia scritta da Franca Valeri è prevista anche  al Piccolo di Milano, nel prossimo autunno.

. Gina Guandalini

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