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December , 2018
Tuesday

Notiziario TMC

Notiziario di informazione di musica e danza curato da M.Piscitelli

La Bacheca dei Concerti - I nostri viaggi musicali -

Archivio per giugno, 2012

Concerto nell’Auditorium di Frascati 24/06/

Posted by admin On giugno - 17 - 2012 Commenti disabilitati

L’ASSOCIAZIONE  TMCPROGETTOMUSICA,

ORGANIZZA IL CONCERTO DOMENICA

24/06/2012

MUSICA E ARTE

NELLE SCUDERIE ALDOBRANDINI DI FRASCATI

Le Scuderie Aldobrandini affiancano alla conservazione alla tutela dei reperti archeologici provenienti dal territorio

dell’antica Tusculum, progetti culturali di varia natura. Dalle esposizioni temporanee agli incontri con personalità del

mondo della cultura, dai concerti nel nuovo Auditorium alle rassegne di teatro e danza, il Museo offre un calendario ricco di attività ed eventi.


Frascati è situata nei Castelli romani a sud est di Roma. E’
collegata dalla Stazione ferroviaria Frascati-Roma Termini.
E’ raggiungibile in 20 min. con il bus Cotral dal capolinea
Anagnina della metro Linea A. Dall’autostrada A1 Roma-
Napoli, uscita Monteporzio Catone.
A 15 minuti dall’aeroporto di Ciampino e a 40 minuti
dall’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino

 

 

 

 

Ricordando la Grande Mia Martini

Posted by admin On giugno - 1 - 2012 Commenti disabilitati

Il 12 maggio 1995 muore, a soli 47 anni, Mia Martini, una delle voci più intense, indimenticabile, della musica italiana. La storia di un’esperienza umana e artistica drammatica e controversa, fatta di grandi successi e di momenti molto difficili.

 

Nome Reale: Domenica Berté
Attività: 1963 – 1995
Data di nascita: 20-09-1947
Luogo: Bagnara Calabra , Reggio Calabria, Italia
Luogo: Cardano Al Campo, Varese, Italia
Genere: Pop

Nata il 20 settembre 1947 a Bagnara Calabra, secondogenita di Giuseppe Radames, professore di lettere al liceo e Salvina Dato, insegnante elementare, Domenica Berté, futura Mia Martini vive i suoi primi quattordici anni di vita fra Porto Recanati ed Ancona, inizia nella prima infanzia a cantare. Studia piano e danza classica, elegge Paul Anka, interprete di “You are my destiny” suo primo modello.artistico e si guadagna i primi applausi alle feste in piazza e ai concorsi dilettantistici per voci nuove. Di fatto, però, non accade nulla di rilevante. Da qui, l’idea di recarsi con la madre a Milano, alla ricerca di un contratto discografico. Dopo tanti no, è il discografico Carlo Alberto Rossi – titolare di un’etichetta di cui fanno parte, tra gli altri, gli urlatori Joe Sentieri e Jenny Luna – a credere alle potenzialità della ragazzina. Il primo disco, col nome di Mimì Bertè, arriva nel ’63, un 45 giri che contiene due cover, “I miei baci non puoi scordare” (“You Can Never Stop MeLoving You” di Ian Samwell) e “Lontani dal resto del mondo” (“I Want To Stay Here”, un successo del duo Andy Williams ed Edy Gorm), cui fa seguito un secondo con “Insieme” (televisione con mamma e papà). I giovani la scoprono con il terzo 45 giri, “Il magone”, edito nel ’64, che ottiene un buon successo di vendita, tanto da convincere il mensile musicale giovane dell’epoca “Tuttamusica” ad inserirla ne “La greffa”, clan di talenti d’assalto : Mimì porta i codini e le scamiciate, ha tutta l’aria della ragazzina ye-ye. Lo stesso anno incide “Ed ora che abbiamo litigato”, una canzone-surf, moda del momento, che Mimì presenta nel seguitissimo show televisivo Teatro 10 condotto da Lelio Luttazzi. Questo è anche l’ultimo disco inciso per l’etichetta di Carlo Alberto Rossi…Il suo primo momento magico però è destinato a sfumare in fretta.
Poi bisogna attendere due anni, prima di ritrovarla sul mercato discografico. Il 30 giugno del ’66 la giovane interprete registra per la Durium due nuovi brani, “Non sarà tardi” e “Quattro settimane”, che compongono un 45 giri destinato all’estate. L’interesse del pubblico è scarso. Per cinque anni, di lei, dal punto di vista artistico, si perdono completamente le tracce.
Mimì si è ormai trasferita a Roma, nella zona dove nel ’67 nascerà il mitico Titan, diretto rivale del Piper, studia lingue, frequenta il liceo artistico e si dedica anima e corpo alle jam-sessions, rivisitando il repertorio di grandi star come Ella Fitzgerald, Sara Vaughan, Julie Driscoll e Aretha Franklin con il gruppo di Toto Torquati. Grandi scialli neri, trucco accentuato, tono impegnato, Mimì passa anche attraverso una brutta esperienza giudiziaria.

E’ il talent-scout di Patty Pravo, Alberigo Crocetta a notare le sue eccezionali doti vocali al Piper 2000 di Viareggio. Nasce così Mia Martini. “Il nome l’ho voluto io, pensando alla Farrow, un mio idolo del momento – racconterà lei – Il cognome fu scelto fra un tris di prodotti celebri italiani che potevano attirare anche il mercato internazionale. Spaghetti, pizza e Martini. Decidemmo per  quest’ultimo.”

Nasce così Mia Martini, personaggio anticonformista, tra il freak e l’hippie, bombetta, sveglia al collo, anello al naso.

Il primo disco è un 45 giri di grande impatto: due canzoni che fanno discutere e che le procurano situazioni al tempo stesso positive e negative. La prima è la dissacrante “Padre davvero”, dai toni forti, l’altra è “Amore… amore… un corno!” scritta da un giovanissimo autore romano, Claudio Baglioni, che con lei partecipa al Cantagiro di quell’anno con il suo gruppo “La macchina”.

Se “Padre davvero” permette a Mia di aggiudicarsi la vittoria al primo Festival della Musica d’Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio, all’inizio dell’estate ’71, d’altro canto, il brano viene censurato dalla programmazione radiofonica. Ciò a causa del dissacrante testo contro il perbenismo della famiglia tradizionale, in cui si narra la storia di una ragazza in conflitto generazionale con il padre. Di fatto, è una frase riferita alla madre a suscitare il maggior scalpore: “di me era piena” canta Mia riferendosi allo stato di gravidanza.
Il suo primo album con la RCA “Oltre la collina”, una produzione Baglioni-Coggio contiene perle come “Ossessioni”, “Lacrime di Marzo”, “Prigioniero” (il testo fu scritto da lei, in ricordo dell’esperienza in carcere), “Amore amore un corno” : un vero e proprio “concept album” che richiama l’attenzione della critica, uno dei migliori lavori mai realizzati da un’interprete femminile. Il disco risulta però troppo avanzato, sotto il profilo musicale, per ottenere quel riconoscimento che lei stava ricercando.

Lasciata la RCA, Mia firma un nuovo contratto discografico legandosi alla Ricordi e a nuovi collaboratori come Lauzi, Baldan Bembo e i fratelli La Bionda: con “Piccolo uomo” arriva immediato l’exploit al Festivalbar 1972 dove sbaraglia tutti ed a settembre lancia alla Mostra Internazionale di Venezia “Donna sola”, un brano che trasuda blues e soltanto lei, al momento, sembra poter reggere quanto ad intensità d’interpretazione. Tutti e due i pezzi scalano in fretta le classifiche di vendita. Esce il suo secondo album “Nel mondo una cosa” (in cui spiccano “Io straniera”, versione italiana di “Border song” di Elton John, il gioiellino di Vinicius De Moraes “Valsinha” e la struggente “Amanti” che nel giro di pochi mesi conquista le prime piazze nelle top-charts e il premio della critica discografica.
Con “Minuetto”, firmato Califano e Baldan Bembo, si aggiudica alla grande il Festivalbar ’73, bruciando la rivale Marcella e toccando il vertice dell’hit parade. E’ il suo momento. Nuovo look, vestiti zingareschi, capelli lunghi, mossi con l’onda “a schiaffo”, un intero “stock” di anelli, a settembre ritira a Venezia la “Gondola d’oro” per le vendite di “Donna sola”, pubblica il suo terzo album “Il giorno dopo” in cui, accanto a due brani che ne esaltano l’estensione e l’espressività vocale come “Guerriero” e “Bolero” canta fra l’altro “Picnic” (cover di “Your song di Elton John) e “Signora” di Manuel Serrat.
Maurizio Piccoli, Maurizio Fabrizio, e Baldan Bembo sono fra i suoi preziosi collaboratori anche nell’album seguente “E’ proprio come vivere”del ’74 da cui trae il bel singolo “Inno”, inserendo brani tutti pregevoli fra cui l’Aznavouriana “Domani”.

Nel ’75 riceve il Premio della Critica Europea di Palma de Mallorca con il brano “Nevicate”, vince il referendum di “Sorrisi e canzoni” “Vota la voce” come migliore cantante donna dell’anno, incide “Sensi e controsensi” e “Un altro giorno con me”, il suo “canto del cigno” con la Ricordi, da cui la separano ormai insanabili incompatibilità.

Nel ’76 ritorna alla casa discografica che l’aveva rilanciata cinque anni prima, la RCA, attraverso un’etichetta giovane da poco costituita, la Come il Vento. “Che vuoi che sia… se t’ho aspettato tanto”, album e singolo, sanciscono questo nuovo sodalizio artistico. Inizia la fortunata intesa con Aznavour che la condurrà nel ’77 al memorabile concerto all’Olympia: appare sofisticata, calata nel ruolo della Edith Piaf made in Italy,

L’anno dopo, la cantante rappresenta l’Italia al Gran Premio Eurovisivo della Canzone presentando “Libera”, brano che la impone sia sul mercato europeo, sia su quello canadese e giapponese.

In quest’ultimo Paese, viene invitata al prestigioso World Popular Song Festival Yamaha di Tokyo come unica rappresentante italiana e si aggiudica la vittoria eseguendo “Ritratto di donna”, contenuto nell’album “Per amarti, in cui c’è già la “mano” di Ivano Fossati, oltre ad una pregevole cover di “Somebody to love” dei Queen.
Nel ’78 arriva la “svolta” con “Danza”. Dall’incontro con Ivano Fossati nasce un sodalizio e destinato a protrarsi per diversi anni. Il musicista genovese regala a Mia, tra le altre, una splendida “Vola” e un album di grande spessore. Mimì rinuncia alle pailettes dell’Olympia per un look stringato, occhiali, capelli lunghi e mossi, stivali gialli, un’occhiata al “rock bambino” del suo partner artistico e sentimentale. Spicca a livello d’interpretazione la drammatica “La costruzione di un amore”.

Tre anni di “impasse”, poi Mia torna in trincea con i capelli corti, giacche dal taglio maschile, un album scritto da cantautrice “Mimì” inciso con la piccola etichetta DDD. Meritano una nota di plauso “E ancora canto”, “Sono tornata” e la splendida “Del mio amore”.

Nell’82 si misura con la platea sanremese, lei che dieci anni prima giurava di sentirsi giusta solo in manifestazioni come Gondola d’oro e Festivalbar. Ci prova con “E non finisce mica il cielo” ed è la giuria dei giornalisti a celebrarla, istituendo per lei il “premio della critica”, toccata dalla sua vibrante esecuzione. Nello stesso anno esce “Quante volte ho contato le stelle”, un bell’album costruito con la sapiente regia di Shel Shapiro in cui spiccano l’autobiografica “Stelle” e l’intensa “Bambolina”, entrambe firmate dalla stessa Martini.

L’anno dopo si diverte a regalare il suo primo live “Miei compagni di viaggio” (1983), nel quale rivisita, tra gli altri, il repertorio di grandi autori come Fabrizio De Andrè, Leonard Cohen, Luigi Tenco, Francesco De Gregori, John Lennon, Randy Newman (uno degli autori da lei più amati) e Jimi Hendrix.
L’ultima incisione per la DDD è la bellissima “Spaccami il cuore” di Paolo Conte, edita su 45 giri, presentata nell’85 al Festival di Sanremo: le giurie compiono un delitto di lesa maestà bocciandola in fase di preselezione. Per Mimì è un vero e proprio tracollo ,decide di tagliare drasticamente i ponti con l’ambiente discografico, ritirandosi.

Sparisce dalle scene per ben 4 anni e ci vuole il “tocco magico” di Lucio Salvini, passato alla Fonit, suo “angelo custode” nel periodo Ricordi, per convincerla al nuovo gran ritorno nell’89 a Sanremo. Lauzi e Fabrizio hanno da parecchi anni nel cassetto il pezzo giusto per lei e con “Almeno tu nell’universo” Mimì crea uno shock generale, si accaparra un nuovo premio della critica e sforna anche uno splendido album “Martinimia” dove attinge a piene mani al repertorio dell’astro nascente partenopeo Enzo Gragnaniello (“Donna”, il brano trainante. Fra le altre esecuzioni di spicco, “Notturno” e “Formalità”). Viene premiata interprete dell’anno al Premio Tenco.

E’ alla sua terza “vita”, con gli abiti firmati Armani e il repertorio più vicino al grande pubblico delle platee festivaliere. Nuovi album, concerti, rassegne jazz, apparizioni televisive, riconsegnano all’artista il ruolo di protagonista assoluta del panorama pop italiano. Nel ’90 il tris al “Premio della critica” con “La nevicata del ‘56″ firmato Califano-Vistarini-Lopez, l’album “La mia razza” con vistose celebrazioni etniche (“Danza pagana” su tutte).

Nel ’92 l’annunciata vittoria sanremese mancata per un soffio (seconda alle spalle di Luca Barbarossa) con “Gli uomini non cambiano” (premiata ditta fiorentina Bigazzi-Dati), il bel quarto posto all’Eurofestival con “Rapsodia”, il successo con Murolo e Gragnaniello nell’indovinata “Cu ‘mme”, il tour teatrale “Per aspera ad astra” in cui ripercorre le tappe più pregnanti della sua carriera.
Il ’93 non è un anno fortunato per Mimì : l’accoppiata-happening sanremese con la sorella Loredana con “Stiamo come stiamo” non ottiene gli esiti sperati e “Vieneme” non sembra avere l’unghiata vincente per ripetere l’exploit con Murolo e Gragnianiello .
Con il ’94 arriva il “Festival italiano” con “Viva l’amore” ed un album di “cover” di grandi cantautori italiani, De Andrè e Fossati su tutti (poi Vasco Rossi, Zucchero, i fratelli Bennato, Dalla, De Gregori) dal titolo “La musica che mi gira intorno”. “Hotel Supramonte”, “Mimì sarà” e le grintosissime “Dillo alla luna” e “Tutto sbagliato Baby”, i veri hits. E’ il suo ultimo capolavoro.

Giugno al S Carlo NA

Posted by admin On giugno - 1 - 2012 Commenti disabilitati

Giugno al San Carlo: Abbado e Servillo, Concerto Moretti, Lang Lang, “Festa della Musica” e in più, le  prime anticipazioni sulla Stagione Estiva 2012

Giugno al San Carlo si apre con un evento di Sinfonica: il 10 alle ore 18,00 e il 12 alle ore 20,30, Toni Servillo riprende il suo “dialogo” con l’Orchestra del San Carlo, diretta da Roberto Abbado, con il “Lélio” di Hector Berlioz, in uno spettacolo che vede la fusione perfetta di musica e parole. A seguire, la Symphonie Fantastique, dello stesso Berlioz, che vedrà protagonisti i solisti Markus WerbaMario Zeffiri.

L’appuntamento successivo è, invece, previsto per sabato 23 alle ore 21,00, con “Concerto Moretti”, una serata che ripercorrerà i momenti salienti della storia cinematografica di Nanni Moretti attraverso la musica, le parole e le immagini dei film che gli hanno regalato numerosi premi e un ruolo primario nella storia del cinema del nostro Paese. Il regista interpreterà monologhi tratti dai suoi film, le musiche saranno eseguite dall’Orchestra del San Carlo diretta da Franco Piersanti e sul grande schermo scorreranno alcune celebri sequenze dei film di Moretti. Inoltre, Nicola Piovani, l’altro compositore storico di Nanni Moretti, eseguirà al pianoforte le musiche da film da lui composte.
A chiusura della Stagione Sinfonica 2011-2012, l’appuntamento è per mercoledì 27 alle ore 20,30 con Lang Lang. L’artista più richiesto sulla scena internazionale della musica classica, dopo essersi esibito nei più importanti teatri del mondo, sceglie ancora una volta il San Carlo per un Recital che promette di emozionare un pubblico di tutte le età.

Per il ciclo Extra, giovedì 21, a partire dalle ore 17, l’appuntamento è con la “Festa della Musica”, un percorso sonoro con l’Orchestra e il Coro del Teatro San Carlo che si snoderà tra il San Carlo, le Sale ed i Giardini di Palazzo Reale. Durante questo lungo pomeriggio in Musica, verrà anche presentata alla città la Stagione 2012-2013 del Teatro di San Carlo.

 

 

Recital di Elina Garanca

Posted by admin On giugno - 1 - 2012 Commenti disabilitati

Elīna Garanča in concerto alla SCALA DI MILANO

Recital del mezzosoprano, con il pianista Roger Vignoles, lunedì 4 giugno ore 20.00

Elīna Garanča, mezzosoprano, una delle cantanti più richieste al mondo, che lunedì 4 giugno ore 20.00 debutterà al Teatro alla Scala di Milano. Il suo debutto nel tempio della lirica era previsto, in realtà, lo scorso dicembre nel Don Giovanni, al quale la cantante rinunciò per la sua prima maternità. Molto atteso, dunque, il suo recital, dedicato a 3 dei suoi autori più amati: Robert Schumann, Alban Berg e Richard Strauss. Al pianoforte Roger Vignoles.

Elīna Garanča, mezzosoprano, una delle cantanti più richieste al mondo, che lunedì 4 giugno ore 20.00 debutterà al Teatro alla Scala di Milano. Il suo debutto nel tempio della lirica era previsto, in realtà, lo scorso dicembre nel Don Giovanni, al quale la cantante rinunciò per la sua prima maternità. Molto atteso, dunque, il suo recital, dedicato a 3 dei suoi autori più amati: Robert Schumann, Alban Berg e Richard Strauss. Al pianoforte Roger Vignoles.

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Concerti all’Accademia

Posted by admin On giugno - 1 - 2012 Commenti disabilitati

Cajkovskij   Concerto per violino

domenica 3 giugno – ore 18   lunedì 4 giugno – ore 21   martedì 5 giugno – ore 19.30    Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia   Diego Matheuz direttore   Nikolaj Znaider violino
Cajkovskij    Marcia Slava   Concerto per violino   Sinfonia n. 5
Il giovane direttore venezuelano Diego Matheuz propone un programma   monografico dedicato a Cajkovskj. Il suo celebre Concerto per violino,   protagonista del film “Il Concerto” del regista Radu Mihaileanu, avrà   come solista il fuoriclasse danese Nikolaj Znaider ([7]leggi tutto)

Stefano Bollani per Ravel      [8]sabato 9 giugno – ore 18   mercoledì 13 giugno – ore 21   giovedì 14 giugno – ore 19.30   Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia   Daniel Harding direttore   Stefano Bollani pianoforte
Strauss Così parlò Zarathustra   Ravel Concerto in Sol   Ravel Daphnis et Chloé: Suite n 2
Il poliedrico Stefano Bollani sarà l’eccezionale interprete del   jazzistico Concerto in Sol di Maurice Ravel. Sul podio l’acclamato   direttore inglese Daniel Harding che affronterà il poema sinfonico   Così parlò Zarathustra di Richard Strauss (noto al pubblico   cinematografico soprattutto per “2001 – Odissea nello Spazio”)   ([9]leggi tutto)

Lang Lang Fest      [10]martedì 19 giugno – ore 20.30   Lang Lang – Piano Solo   Bach, Schubert, Chopin   [11]giovedì 21 giugno – ore 20.30   Lang Lang – Imperatore   Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia   Beethoven, Concerto per pianoforte n. 1 e n. 5 “Imperatore”   [12]venerdì 22 giugno – ore 20   Lang Lang – 101 pianisti   workshop – concerto
Ancora una volta a Roma, Lang Lang offre tre imperdibili appuntamenti   per apprezzare le sue doti di pianista in vesti sempre diverse: in   recital, come solista con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia   e in un entusiasmante workshop che coinvolge 100 giovani allievi di   pianoforte che avranno la straordinaria opportunità di seguire una   lezione e anche di suonare insieme al più richiesto dei maestri.
[13]www.santacecilia.it/langlang

Beethoven senza pari      Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia   Carlo Rizzari direttore
[14]mercoledì 4 luglio – ore 21   giovedì 5 luglio – ore 21   Beethoven Sinfonia n. 1 e n. 5   [15]mercoledì 11 luglio – ore 21   giovedì 12 luglio – ore 21   Beethoven Sinfonia n. 3 “Eroica” e n. 7
[16]mercoledì 18 luglio – ore 21   giovedì 19 luglio – ore 21   Beethoven Sinfonia n.9 “Corale”
L’ascolto delle Nove Sinfonie di Beethoven è sempre un impagabile   viaggio del cuore e della mente, e nell’esecuzione dell’Orchestra   dell’Accademia di Santa Cecilia si potranno riascoltare le Sinfonie n.   1, 3, 5, 7 e 9. Praticamentesi tratterà di un Beethoven senza pari!
Dal 4 al 19 luglio, sotto le stelle estive, nella Cavea   dell’Auditorium Parco della Musica
[17]www.santacecilia.it/beethoven

Nuovi Talenti      [18]sabato 16 giugno – ore 19.30   Armonie di Flauti Da Mozart a Bozza, un viaggio alla scoperta del   repertorio e delle sonorità della famiglia dei flauti
[19]lunedì 18 giugno – ore 18   Squilli di Tromba Dal repertorio concertistico al jazz, un percorso   musicale nell’evoluzione di uno dei più antichi e popolari strumenti   della storia della musica
[20]giovedì 28 giugno – ore 18.30   La Nuova Musica Musiche in prima esecuzione assoluta degli Allievi   Diplomandi del Corso di perfezionamento in Composizione. Ingresso   libero

 

Dir.Ins.Marilia Piscitelli

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