11
December , 2018
Tuesday

Notiziario TMC

Notiziario di informazione di musica e danza curato da M.Piscitelli

La Bacheca dei Concerti - I nostri viaggi musicali -

Archivio per ottobre, 2012

Eduardo

Posted by admin On ottobre - 21 - 2012 Commenti disabilitati

I sentimenti non conoscono il linguaggio delle parole

Si to putesse dicere di “Eduardo De Filippo”

 

Ah… si putesse dicere

Chell’ c’o core dice

Quant’ sarria felice

Si t’ o sapesse di’

E si putesse sentere

Chell’ che ‘o core sente

Dicisse eternamente

Voglio resta’ cu te’

Ma ‘o core sape scrivere?

‘O core e’ analfabeta

E’ comm’ a nu’ pueta

Ca nun sape canta’

Se ‘mbrogia sposta e vvirgole

Nu punto ammirativo

Mette nu’ cungiuntivo

Addo nun ‘nce adda sta’

E tu che o staje a sentere

Te ‘mbruoglie appriesso a isso…

E addio felicità!

Eduardo De Filippo

La voce del cuore non sa tradursi in parole.

Eduardo De Filippo lo sapeva bene; lui che con le parole ha smosso coscienze, ha raccontato passioni e turbamenti, lui che ha toccato le corde più profonde, le parti più intime dell’animo umano.

Eppure questo straordinario drammaturgo, attore, poeta si ferma dinanzi a tale verità. Il cuore è un organo analfabeta, purtroppo analfabeta, di un alfabetismo che non conosce istruzione, che non è in grado di riscattarsi.

Il testo è un dialogo immaginario con la persona amata. Le emozioni sono forti, travolgenti, inarrestabili, ma restano intrappolate, non riescono a esprimersi come dovrebbero.


“Si t’o sapesse dicere” di Eduardo De Filippo

Viva la bicicletta

Posted by admin On ottobre - 20 - 2012 Commenti disabilitati

Foto: W la bicicletta!

 

Sono passati vent’anni dalla pubblicazione in Francia di Nonluoghi di Marc Augé, libro che ha segnato gli studi antropologici e vero e proprio manifesto dell’antropologia del quotidiano. In occasione di questo anniversario Elèuthera, suo storico editore italiano, manda alle stampe una nuova edizione del volume con una lunga e inedita prefazione in cui Marc Augé delinea e distingue i nuovi nonluoghi che si sono imposti nella società contemporanea.

Marc Augé, già giovanissimo tifoso di Fausto Coppi e di Jean Robic, è anche un grande appassionato di ciclismo, tanto da dedicargli il pamphlet Il bello della bicicletta (Bollati Boringhieri). Con il suo aiuto proviamo quindi a decifrare l’importanza dell’uso della bicicletta nella scoperta, non solo dell’ambiente che ci circonda, ma anche di noi stessi.

Come muta la percezione di un luogo se attraversato in bicicletta?

Credo che l’importanza della bicicletta non sia solo una questione tecnica, quale mezzo di trasporto, ma che stia nella capacità di rivelare la relazione che noi abbiamo rispetto al tempo e allo spazio. La bicicletta ci aiuta a prendere coscienza delle due dimensioni. Dello spazio è evidente perché pedalando il paesaggio circostante muta davanti ai nostri occhi mentre del tempo perché ciascuno di noi ne percepisce uno diverso a seconda della preparazione atletica e dell’età. Esiste quindi un rapporto concreto tra spazio e tempo. Gli altri mezzi di circolazione e di comunicazione danno invece una percezione astratta, così come il mondo delle immagini dentro cui siamo immersi, tendendo a farci ignorare la sostanza di questo rapporto. L’uso della bicicletta ci riporta all’evidenza del nostro corpo, della nostra età e dell’ambito che ci circonda. è così un modo sano per ritrovare se stessi, il proprio tempo e il proprio spazio. La bicicletta è uno strumento contro l’astrazione.

Come si caratterizza l’uso della bicicletta nello spazio metropolitano, in particolare al tempo di una crisi economica che tende a disgregare e a impoverire le città?

In primo luogo siamo di fronte ad esigenze di tipo strettamente economico, ovviamente, ma anche di natura ecologica. La crisi ha vari aspetti e forme, ma io direi che va interpretata principalmente come un’occasione di ricostruzione di uno spazio sociale all’interno della città. I ciclisti hanno tra di loro un rapporto fortemente solidale. Ad esempio a Parigi, dove vivo, quando ho voluto provare per la prima volta una Vélib’ senza conoscerne le modalità di funzionamento del noleggio, ho trovato una solidarietà delle persone anche più giovani che mi hanno spiegato il sistema, ed è stata un’occasione per scambiare opinioni e per chiacchierare. Attorno a questo c’è infatti una socialità molto ben strutturata. Dunque il paradosso è che la bicicletta appare come uno strumento individuale, ma in realtà sviluppa una coscienza condivisa tra coloro che la utilizzano al punto da porsi apertamente come esempio e in un certo senso soccorso per gli altri.

Quale è l’aspetto più interessante di un sistema di noleggio pubblico di biciclette come il Vélib’ di Parigi?

Principalmente direi l’aspetto contrattuale, che è decisamente più seducente dell’ordinario sistema tipico del consumo. Con Vélib’ ciò di cui si ha bisogno lo si misura in termini di tempo, si prende la bicicletta per un’ora o per tutto il giorno. C’è quindi sia un principio economico che di reciprocità. C’è un’etica, ossia un codice di buona condotta che fa sì che gli utenti del servizio si prendano cura dello strumento e questo è a beneficio di tutti. Nel caso generale, ovviamente poi vi sono sempre persone che distruggono le cose, ma nella media funziona bene. E quindi credo che Vélib’ rappresenti una forma di consumo particolare, che tiene conto delle esigenze anche degli altri. Anche in questo caso la bicicletta si pone come un oggetto d’uso e di consumo non strettamente individuale, che coinvolge anche i bisogni altrui.

Come è possibile immaginare un utilizzo utopico della bicicletta e quale la sua forza?

Immaginiamo che tutti utilizzino la bicicletta. Se così fosse vivremmo in un mondo profondamente diverso, e non solo tecnicamente o tecnologicamente, ma socialmente e nelle relazioni tra gli uni e gli altri. Vediamo bene che tutto ciò che esiste oggi come mezzo di comunicazione non è segnato dalla preoccupazione del benessere di tutti.

In particolar modo a Parigi, a partire da una certa età o se si è portatori di handicap prendere la metropolitana non sempre è possibile, in alcuni casi ci sono scale o altri tipi di barriere che lo rendono impossibile. Quindi la metropolitana non adempie completamente al proprio ruolo sociale. Diversamente, per le biciclette si potrebbe immaginare che abbiano, per esempio, dei motori elettrici che non inquinino utilizzabili da chiunque. Ma si è ancora lontani da questo per il momento. Di certo rimango colpito da come in Francia e a Parigi in particolare l’handicap come l’età avanzata siano degli ostacoli reali per circolare liberamente in città, al punto da ostracizzare alcuni individui. L’utopia della bicicletta sarebbe quindi una generalizzazione delle possibilità in modo che ciascuno possa andare per strada prendendo una bicicletta, partire e lasciarla nuovamente dove gli pare, in maniera totalmente naturale. Sartre parlava della naturalezza con cui ci si scambia il fuoco, da sigaretta a sigaretta, e così dovrebbero essere l’uso diffuso della bicicletta. Così immagino l’utopia della bicicletta.

L’uso della bicicletta è un modo per riappropriarsi di un’idea di futuro?

Nella misura in cui la si consideri una sorta di utopia sociale, sì. Detto questo non bisogna sognare. Il futuro dell’umanità è il futuro della scienza e penso d’altra parta che più la scienza potrà svilupparsi, più potrà esser compatibile con la vita di tutti i giorni. Se vi è una finalità umana, questa è quella della conoscenza. La conoscenza dell’universo come la conoscenza intima ed esterna di noi stessi. Certamente la bicicletta è una forma di accesso alla conoscenza, ma una volta che vi sono saliti sopra, gli scienziati devono pur sempre scendere e tornare nei loro laboratori per lavorare e per sperimentare.

Cosa ricorda con più piacere di quando ha imparato ad andare in bicicletta?

I miei ricordi di bicicletta sono soprattutto ricordi di adolescenza. Sono andato parecchio in bicicletta, a partire dagli undici anni quando andavo via da Parigi per raggiungere i miei nonni in vacanza in Bretagna. La bicicletta era una meraviglioso mezzo di scoperta capace di allargare gli orizzonti e di farmi vivere vere e proprie avventure. Non che ci si allontanasse molto dal villaggio, al massimo una trentina di chilometri, ma l’eccitazione e l’emozione della scoperta erano comunque forti. Piccole scoperte, ma pur sempre tali. La bicicletta è stata per me il desiderio di andare a vedere altrove, di scoprire e cercare oltre.

Ha sempre mantenuto l’uso della bicicletta?

Molto onestamente non in maniera sistematica, ma quando hanno installato Vélib’ a Parigi ho avuto la curiosità di capirne il funzionamento e un po’ l’ho utilizzata. Solo che Parigi è un po’ problematica, alcune strade sono un po’ pericolose, spesso si è obbligati a percorrere le medesime corsie degli autobus e dei taxi e ci sono stati anche alcuni incidenti. E spero che la situazioni migliori, che si facciano più piste ciclabili e che s’investa nella sicurezza dei ciclisti, ma in generale non posso definirmi un praticante inveterato della bicicletta.

Cosa si scopre andando in bicicletta?

Prima di tutto l’uso della bicicletta invita alla scoperta dell’esterno, del paesaggio che ci circonda. In bicicletta non siamo obbligati all’interno di itinerari prefissati come capita in città circolando con la metropolitana o con gli autobus. In bicicletta si scoprono percorsi nuovi, scenari inediti appaiono al nostro sguardo, la bicicletta è sì uno strumento di scoperta, ma principalmente di riscoperta geografica. Ma in senso più ampio possiamo dire che andare in bicicletta è un modo per conoscere se stessi. Si fa esperienza della propria forza in modo molto concreto, il rapporto con il proprio corpo può aiutare a capirlo e quindi a migliorarlo. E infine credo che la cosa più positiva sia il poter prendere coscienza della propria età e delle possibilità che questa ancora ci lascia.

http://doppiozero.com/materiali/speciali/dueruote-intervista-marc-auge

 

 

Orchestra di Padova e del Veneto

Posted by admin On ottobre - 20 - 2012 Commenti disabilitati

Stagione concertistica

2012/2013

 

Con il sostegno dell’Associazione Amici dell’OPV

Enrico Bronzi
Direttore e violoncello solista
Elisabetta Garilli
Musicista
Serena Abagnato
Artista polimaterica
oseph Haydn
Brani tratti dal Concerto per violoncello in do maggiore e dalla Sinfonia n. 83 “La Poule” (La gallina)

Families&Kids:
sabato 20 ottobre 2012 ore 17:00

Fabrizio De Andrè

Posted by admin On ottobre - 20 - 2012 Commenti disabilitati

Uscirà a novembre la raccolta completa dei live di Fabrizio De Andrè: il racconto della sua crescita umana e artistica in un libro-cofanetto da collezione, un must have per tutti gli amanti di Faber e della musica d’autore.


Si tratta di bootleg e registrazioni inedite dei concerti che Fabrizio De Andrè fece nel corso degli 8 tour della sua intensa carriera live (dal 1975 al 1998), raccolte in 16 CD (due per ogni tour).
Ogni coppia di CD ricostruisce la scaletta di un concerto, per far rivivere a chi ascolta l’atmosfera di un vero live di Faber: le canzoni, le pause, i preziosissimi e inediti “parlati” con cui il cantautore genovese spesso introduceva o chiudeva l’esibizione.
Completa il racconto della persona e dell’artista che è stato Fabrizio De Andrè un libro di 192 pagine con fotografie di backstage, memorabilia (come biglietti e manifesti dei concerti nelle varie città),manoscritti e appunti: vere “chicche” per chi ha vissuto almeno un concerto del cantautore genovese e un regalo per chi invece non ha potuto esserci.

Tour di Antonacci

Posted by admin On ottobre - 20 - 2012 Commenti disabilitati
Biagio Antonacci in tour
Nuove Date: Conegliano Veneto (Tv) il 25 Novembre e Napoli il 12 Dicembre

Si annuncia come uno dei tour di maggior successo del 2012 la serie di concerti – avviati al sold out – che Biagio Antonacci sta tenendonei Palazzetti in tutta Italia.
Ai già previsti 26 concerti si aggiungono 2 nuovi appuntamenti: aConegliano Veneto (TV) allo Zoppas Arena il 25 novembre e a Napoli al Palapartenope il 12 dicembre.
Nei concerti Biagio Antonacci proponemolti brani che hanno caratterizzato il suo percorso musicale,dagli esordiad oggi, fino al suo ultimo CD Sapessi dire no – l’album di maggior successo del 2012, per ben 12 settimane al primo posto della classifica dei dischi più venduti in Italia – che conta numerose canzoni già di grandissima popolarità come, ad esempio, Ti dedico tutto, Non vivo più senza te ed Insieme Finire.

l cantautore milanese propone uno spettacolo in cui lascia più spazio possibile alla musica e alle canzoni: “Ho preferito evitare particolari impianti scenici o tecnologie per poter essere il più possibile reale e in contatto diretto con il pubblico. E per poter offrire la miglior esecuzione possibile dei brani, la massima concentrazione su parole e note, per entrare in totale empatia con ogni singolo spettatore”.  Accompagnato da uno straordinario ensemble di sette musicisti – Mattia Bigi al basso, Simone D’Eusanio violaviolino, Emiliano Fantuzzi allachitarra, Gabriel Fersini alla chitarra, Fabrizio Morganti alla batteria, Gabriella Peretti alle percussioni e Massimo Tagliata alla fisarmonica e alle tastiere – e da alcuni artisti, ballerini, giocolieri e street performer della Dionysus Entertainment – che arricchiscono visivamente e coreograficamente le sue liriche – Biagio Antonacci si esibirà non solo sul palco ma anche su una lunga passarella centrale, che gli consentirà di cantare in mezzo agli spettatori, insieme con loro.

Danza

Posted by admin On ottobre - 20 - 2012 Commenti disabilitati
Danzainfiera
17/09/2012
La piu importante manufestazione internazionale dedicata alla danza e al ballo a firenze-Fortezza del Basso
dal 21 al 24 febbraio 2013
Continuano gli imperdibili appuntamenti con il Dif on Tour, la programmazione off season della più grande manifestazione al mondo dedicata alla danza e al ballo. Dopo averci coinvolti negli scatenati ritmi dell’Hip Hop e della Break-dance, dei balli latino americani e della modern dance, il Dif on Tour con la sua prossima tappa ci farà tuffare nel passato immergendoci nelle meravigliose atmosfere rinascimentali, grazie alla collaborazione nata tra Danzainfiera, giunta all’ottava edizione, e Wine Town: un altro grande evento fiorentino: Per la prossima tappa del suo tour, infatti, Danza infiera parteciperà a questa straordinaria manifestazione dedicata al vino che, nella sua terza edizione, inonderà Firenze e i suoi palazzi storici dei profumi e degli aromi del vino, in un eccezionale connubio di arte e vino di qualità. Proprio in linea con lo spirito di Wine Town – che con questa edizione mira alla riscoperta degli antichi valori della convivialità – Danzainfiera proporrà un ritorno alle ambientazioni che hanno animato gli storici luoghi del capoluogo toscano, portando indietro i visitatori agli anni in cui, proprio da Firenze, nacque il Rinascimento.
È così che, sabato 22 a Palazzo Pazzi Quaratesi alle 18.30, la Compagnia “Danze Storiche Siena Danza” del Centro Studi Danza di Anastasia Sardo proporrà le Danze Rinascimentali, in uno dei palazzi simbolo a Firenze dell’architettura rinascimentale.

Lettera di una pianista emigrata all’estero

Posted by admin On ottobre - 16 - 2012 Commenti disabilitati

L’ESPERIENZA ALL’ESTERO NON VALE NULLA

Mi chiamo Fiammetta Facchini e dal 2001 vivo in Portogallo, dove ho un bel lavoro che mi gratifica economicamente e professionalmente. Orfana di padre giá all’epoca, con una madre che percepisce una pensione minima e una sorella con lavoro precario, non ebbi molta scelta. Prima di partire avevo fatto delle supplenze in due conservatori (sono pianista ed ero in graduatoria nazionale), ma non era bastato per passare di ruolo. Cosí la scelta fu quasi obbligata: infatti l’alternativa era rimanere in Italia, con lavori occasionali (qualche concerto, qualche lezione privata) senza nessuna possibilità di crescita. In Portogallo ci sono stata bene e ci sto bene ma, dopo 11 anni, non mi dispiacerebbe rimettere un piede in Italia, dove si trovano tutte le persone più care che mi restano. Così, ho deciso di fare le domande per le supplenze nei Conservatori che scadono in questi giorni. Ieri, con mio grande disappunto e dispiacere ho dato un’occhiata alla valutazione dei titoli ed ho scoperto che per ogni anno di insegnamento prestato all’estero in scuole di pari livello il punteggio é di 1, contro i 3,6 per chi ha insegnato in Italia!!!
Scrivo per denunciare questa cosa che non si giustifica in nessun modo. Non solo siamo stati “costretti” a emigrare per trovare lavoro, adesso siamo anche discriminati nella valutazione del servizio prestato, lontano dai nosri amori e famiglie, imparando nuove lingue e adattandoci a modi di vivere differenti.
Non scrivo solo per me, ma anche per coloro che, come me, hanno dovuto fare questa scelta e che si trovano a dover continuare a pagare un prezzo molto alto per il beneficio di un pugno di persone. Sará che i nostri Conservatori sono migliori delle altre scuole europee e che i nostri docenti sono “speciali” e tutti gli altri degli incapaci che devono lavorare quasi 4 anni per avere lo stesso punteggio di un italiano che resta in casa a lavorare?
Tra l’altro, i nostri docenti di Conservatorio, in Italia, lavorano 12 ore settimanali contro le 22 all’estero. Ed io, per molti anni, ho potuto accumulare fino a 32 ore settimanali, continuando a studiare, preparando concerti e cercando di avere una vita “normale”..
Denuncio a gran voce e spero che si possa presto fare qualcosa per eliminare quest’ altra vergogna italiana.
Fiammetta Facchini

 

Il nuovo ROCK!

Posted by admin On ottobre - 16 - 2012 Commenti disabilitati

Musiche dall’altro mondo per il ritorno degli Animal Collective, sempre più band di riferimento del nuovo “rock”

Animal Collective Centipede Hz Domino Nel microcosmo bislacco del “collettivo animale” alberga un centopiedi elettrico, che marcia in direzione divergente rispetto ai luccichii elettronici del Merriweather Post Pavilion visitato tre anni fa. Dopo aver sdoganato la circolazione dei laptop nei circuiti alternativi, il quartetto – tornato tale col rientro in organico di Deakin, assente la volta scorsa – ridiventa nell’occasione quasi un gruppo rock. E propone un album dalla sfacciata attitudine esplorativa: se qualcuno pensava fosse venuto il momento di passare all’incasso, si sbagliava di grosso. Centipede Hz è un disco di arduo ascolto: complesso, stratificato, agitato da spinte centrifughe e visionario (meriterebbero un capitolo a parte i testi delle undici canzoni: come se li avessi scritti Dave Eggers, o giù di lì). La scommessa era di suonare come nessun altro sul pianeta Terra. E i quattro l’hanno vinta. Immaginate i Beach Boys in qualche girone infernale (“Wide Eyed”), l’hip hop a braccetto col progressive (“New Town Burnout”), armonie pastorali in orbita intorno a Marte (“Pulleys”) e altre cose così. Un episodio per tutti: lo scintillante e arzigogolato “Monkey Riches”: come se i Talking Heads esistessero ancora, ma nella quinta dimensione. Davvero musica dell’altro mondo.

A.Campo

Duecento Anni della Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Na

Posted by admin On ottobre - 6 - 2012 Commenti disabilitati

7 novembre 2012, Teatro di San Carlo

GRAN GALA PER I DUECENTO ANNI DELLA SCUOLA DI BALLO DEL TEATRO DI SAN CARLO

Coreografie e Direttore della Scuola di Ballo: Anna Razzi

 

Una grande serata di festa per celebrare il bicentenario della Scuola di Ballo del San Carlo. Durante il Gala, si esibiranno non solo i giovani allievi dei corsi, diretti da Anna Razzi, ma anche ballerini ospiti che, dopo aver studiato a Napoli, sono diventati importanti étoiles nei Teatri  di tutto il mondo.

 

Spettacolo Ottobre Danza 2012
Etoiles Ospiti: Giuseppe Picone, Ambra Vallo
Solisti, Ballerini ospiti e Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo

 

Teatro di San Carlo
Mercoledì 7 novembre 2012, ore 20.30

 

 

Prezzi

Intero          Ridotto

Posto unico               €18            €15

Giovani under30                         €10

 

*Il prezzo ridotto è riservato ai titolari delle Carte dei programmi di Membership, ai gruppi di almeno 10 persone e ai membri di enti, CRAL ed associazioni convenzionati con il Teatro di San Carlo.

http://www.teatrosancarlo.it/play/show/stagione20122013/gran-gala-per-i-duecento-anni-della-scuola-di-ballo

Grandi direttori e interpreti per la nuova Stagione dei concerti autunnali del Maggio Musicale

Posted by admin On ottobre - 6 - 2012 Commenti disabilitati

Grandi direttori e interpreti per la nuova Stagione dei concerti autunnali del Maggio Musicale,al via venerdì 5 ottobre 2012 ore 20.30.Saranno Omer Meir Wellber, Khatia Buniatishvili, i Solisti di canto dell’Accademia della Scala, l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino a inaugurare la nuova Stagione dei concerti autunnali al Maggio Musicale che avrà luogo al Nuovo Teatro dell’Opera di Firenzedal 5 ottobre al 10 novembre 2012. Per il primo appuntamento, venerdì 5 ottobre ore 20.30 (e in replica domenica 7 ottobre ore 16.30), tradizione e innovazione si alterneranno, secondo un gusto caro e praticato dal Teatro del Maggio fin dalle sue origini.


© 2010 Notiziario TMC