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Notiziario di informazione di musica e danza curato da M.Piscitelli

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Archivio per ‘Accadimenti culturali’ Category

EONARD BERNSTEIN. VITA POLITICA DI UN MUSICISTA AMERICANO

Posted by admin On ottobre - 30 - 2011 Commenti disabilitati

EONARD BERNSTEIN. VITA POLITICA DI UN MUSICISTA AMERICANO

Barry Seldes, EDT
2011 , 233 pagg., Brossura

 

Il libro di Seldes, docente di Dottrine politiche alla Rider University di New York, ripropone la vita di Bernstein, a vent’anni dalla scomparsa del protagonista, alla luce del suo costante e continuo impegno politico e sociale, ribaltando il luogo comune dell’intellettuale salottiero e “radical chic”.

Pianista virtuoso, gigante della direzione d’orchestra, compositore di indiscutibile genio e versatilità (autore, fra l’altro, della popolarissima commedia musicale West Side Story), Bernstein ha saputo incarnare più di chiunque altro l’entusiasmo, la fame di vita e le contraddizioni che hanno segnato il mondo artistico americano del Ventesimo secolo. C’è tuttavia un aspetto della sua vita che si intreccia con ognuno di questi fili, colorandoli e rendendoli compatti più di quanto il fulgore del successo potrebbe lasciare immaginare; un aspetto finora poco indagato, se non liquidato con poche, superficiali battute. Leonard Bernstein fu, per tutta la vita, un uomo profondamente impegnato nelle battaglie politiche per le libertà civili, per la giustizia e l’eguaglianza sociale.

Così, grazie a un lavoro attento e capillare su fonti prima non accessibili (i dossier dell’FBI) o inspiegabilmente dimenticate (i circa 500mila documenti dei Bernstein Archives, donati alla Library of Congress dal compositore stesso e dalla sua famiglia a partire dal 1953), Seldes analizza per la prima volta la vita di Bernstein sullo sfondo degli avvenimenti politici e sociali dell’America nel periodo che si estende dal fulminante debutto sul podio della New York Philharmonic, nel 1943, alla morte, nel 1990. Cinquant’anni scanditi da eventi di portata storica: il New Deal di Franklin Delano Roosevelt, l’alleanza con l’Unione Sovietica in funzione antitedesca e la rottura alla fine della guerra, le speranze e la delusione per la sfortunata candidatura di Henry Wallace nel 1948, gli anni difficili di Truman ed Eisenhower, il movimento per i diritti civili e quello pacifista, gli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy nel terribile1968, l’ascesa e la caduta di Nixon, le crisi degli anni ’70, fino a Ronald Reagan e a George Bush senior.

Una documentazione rigorosa dà ragione di tutte le diverse fasi della carriera e della vita di Bernstein. Si pensi, per esempio, alla censura a cui fu sottoposto dalla CBS (la sua casa discografica) nel 1950, in attuazione delle famigerate blacklist del maccartismo, al ritiro del passaporto e alla conseguente firma dell’affidavit (nel quale Bernstein assicurò la corte di non essere mai stato iscritto al Partito Comunista), alla successiva riabilitazione e al trionfale ritorno sul podio della New York Philharmonic come direttore principale e poi come direttore musicale.

 

Apertura della Casa di G.Puccini.

Posted by admin On luglio - 4 - 2011 Commenti disabilitati

LUCCA   RIAPRE  A  SETTEMBRE LA CASA DI PUCCINI

Sul muro esterno della casa, oggi trasformata in Museo,si trova una lapide celebrativa con questa iscrizione:

Da una lunga progenie di musici
Degni della viva tradizione patria
Qui nacque il 22 Dicembre 1858
GIACOMO PUCCINI
Che alle nuove voci di vita
Accordò note argute di verità e leggiadria
Riaffermando con le schiette agili forme
La nazionalità dell’arte
Nel suo primato di gloria nel mondo

La città orgogliosa di lui
Nel trigesimo della morte
29 Dicembre 1924.

In questo appartamento, al secondo piano di un edificio nel cuore del centro storico di Lucca, Giacomo Puccini nacque il 22 dicembre 1858 e visse gli anni della formazione musicale prima di trasferirsi a Milano dove, nel 1884, iniziò quella carriera che ne ha fatto uno degli operisti più noti e amati della storia. Il compositore rimase sempre molto legato a questa casa e volle mantenerne la proprietà, nonostante avesse fissato altrove le sue residenze. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha acquistato la Casa natale – chiusa da lungo tempo – e la sua collezione, affidando alla Fondazione Giacomo Puccini la gestione del museo Casa natale.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dopo un lungo periodo di chiusura, ha acquistato l’immobile con la sua collezione e ha affidato alla Fondazione Giacomo Puccini la gestione del museo Casa natale.
Un importante lavoro di restauro, di questo appartamento al secondo piano, dove il compositore nacque il 22 dicembre 1858 e visse gli anni della formazione musicale prima di trasferirsi a Milano, ha consentito il ripristino degli ambienti originali per creare un museo completamente rinnovato che parla della vita e le opere del Maestro  con le sue musiche, i suoi documenti i suoi dipinti, i suoi cimeli, i suoi arredi.
Da oggi la Casa natale si apre ai concerti, agli incontri per far risuonare le sue musiche e le sue parole.

Orario di apertura dal 14 settembre:
da aprile a ottobre: 10.00 – 18.00 – da novembre a marzo: 11.00 – 17.00.
Durante il periodo estivo sono previste aperture serali, calendario da definire.
Chiuso il martedì.

 

 

prenota medio

Giovanni Falcone e Paolo Emanuele Borsellino.

Posted by admin On maggio - 26 - 2011 Commenti disabilitati

Due amici magistrati, una vita piena di passione e di amore per la loro terra. Appena si pronuncia Falcone, subito si pensa anche a Borsellino.

Ricorre oggi la morte di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti di scorta Rocco Dicilio, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

Il giudice Ilda Boccassini, dopo la morte di Falcone, urlerà la sua rabbia rivolgendosi ai colleghi nell’aula magna del Tribunale di Milano: “Voi avete fatto morire Giovanni, con la vostra indifferenza e le vostre critiche: voi diffidavate di lui, adesso qualcuno ha pure il coraggio di andare ai suoi funerali”.

Poi, in un’intervista su Repubblica nel maggio 2002 confermerà le sue critiche: “Né il Paese,  né la magistratura, né  il potere, quale ne sia il segno politico, hanno saputo accettare le idee di Falcone, in vita, e più che comprenderle, in morte, se ne appropriano a piene mani, deformandole secondo la convenienza del momento. Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità. Eppure le cattedrali e i convegni, anno dopo anno, sono sempre affollati di “amici” che magari, con Falcone vivo, sono stati burattinai o i burattini di qualche indegna campagna di calunnie e insinuazioni che lo ha colpito”.

Quando Giovanni Falcone viene ucciso, Paolo Borsellino capisce che non gli resterà troppo tempo. Lo dice chiaro: “Devo fare in fretta, perchè adesso tocca a me”.

Ad un mese dalla morte dell’Amico, con molta emozione parla di lui: “Perchè non è fuggito, perchè ha accettato questa tremenda situazione…per amore. La sua vita è stata un atto d’amore verso questa città, verso questa terra che lo ha generato. Perchè se l’amore è soprattutto ed essenzialmente dare, per lui, amare Palermo e la sua gente ha avuto e ha il significato di dare a questa terra qualcosa, tutto ciò che era possibile dare alle nostre forze morali, intellettuali e professionali per rendere migliore questa città e la patria a cui essa appartiene”.

Oltre a Paolo Borsellino, nell’attentato di Via D. Amelio a Palermo 1l 19 luglio 1992, morirono gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto è Antonio Vullo, in gravi condizioni.

Giovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 – Palermo 23 maggio 1992)

Paolo Emanuele Borsellino (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992)

 

 

BICENTENARIO NASCITA DI LISTZ

Posted by admin On marzo - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Franz Liszt, nato a Doborjan (oggi Raiding, Ungheria), il 22 ottobre del 1811, Pianista e Direttore d’Orchestra, si affermò come il più grande pianista del suo tempo, grazie ad un virtuosismo senza confronti.

Dopo aver iniziato da bambino lo studio del pianoforte con il padre Adam, funzionario del principe Esterházy, a 11 anni Franz Liszt si trasferisce con la famiglia a Vienna dove può seguire lezioni di composizione con Antonio Salieri e di pianoforte con Czerny, uno dei più rinomati virtuosi dell’epoca.

Nel 1823, Franz Liszt arriva a Parigi dove inizia una leggendaria carriera di concertista, mentre studia teoria e composizione nella scuola di Reicha e Paer, per essere ammesso al Conservatorio.

Il maestro Cherubini, che è il musicista che lo esamina, non lo ritiene abbastanza preparato e lo boccia.

Tuttavia nel 1825 (Liszt ha solo quattordici anni), è già un pianista di fama, suona a Londra al cospetto di Re Giorgio IV e completa la sua unica opera “Don Sanche”, che sarà rappresentata a Parigi.

La fama di Franz Liszt come interprete cresce, fa tournée in Francia e in Svizzera pur proseguendo gli studi con Reicha, esibendo al pianoforte un virtuosismo straordinario, in particolare nelle rapsodie ungheresi.

 

concerti in giro per il mondo si susseguono frenetici, nel 1844 rompe con Marie d’Agoult e, durante una tournè in Russia, si innamora della principessa Caroline Von Sayn-Wittgenstein con la quale si trasferisce in Polonia.

Liszt, deciso a lasciare la vita randagia del concertista, si stabilisce a Weimar con l’incarico di Maestro della Cappella e del Teatro di Corte.

Trascurando in parte il pianoforte, nel 1848, inizia la composizione del poema

sinfonico “Les Préludes” e della Sinfonia “Berg”.

Durante la rivolta di Dresda del 1849, Liszt aiuta Wagner, che si era compromesso politicamente,a fuggire in Svizzera.

Sono anni di grande creatività ed innumerevoli sono i capolavori che escono dalla sua penna (il poema sinfonico “Mazeppa”, la “Sonata“, il “Concerto per pianoforte ed orchestra n.1” il “Totentanz”, e centinaia di pezzi pianistici caratteristici per le sonorità irruenti, i grossi contrasti, le forme ampie che danno spazio all’improvvisazione acrobatica.

Nel 1861, durante un viaggio a Parigi, suona per Napoleone III e conosce Georges Bizet. Lo stesso anno, trasferitosi a Roma, cerca di ottenere dalla Chiesa, senza successo, l’autorizzazione a sposare Caroline Von Sayn-Wittgenstein, già sposata.

Nel 1862 compone lo stupendo “Cantico del sol di San Francesco d’Assisi” e la morte del figlio tredicenne prima e della primogenita poi, lo spingono in una crisi mistica che lo porta alla decisione di ritirarsi nel monastero della Madonna del Rosario di Roma dove continua a comporre.

Nel 1864, in memoria della figlia Blandine, scrive “La Notte”, riceve gli ordini e diviene Abate, cosa che volge la sua vena creativa verso la musica sacra: compone la “Missa Choralis”, il “Christus” (1867), varie preghiere alla Madonna, a Cristo, inni ai Santi e numerosi salmi ed oratori.

Dal 1869 con la carica di presidente dell’”Accademia statale di musica”, è di nuovo a Weimar e a Budapest, dove compone ma non suona in pubblico.

Negli anni ’80 Liszt riprende l’attività concertistica e per assistere a concerti celebrativi dei suoi 75 anni viaggia fra varie capitali.

ALondra riceve alcune onorificenze incontrando il Principe di Galles e la Regina Vittoria, a Parigi incontra Claude Debussy, ma in Germania, durante il festival di Bayeruth (festival creato da Wagner), si ammala di polmonite e muore il 31 luglio 1886.

 

Liszt, FranzLiszt, Franz

 

 

 

 

Comune di Bolzano

Posted by admin On febbraio - 8 - 2011 Commenti disabilitati

DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 ORE 10.30 SALA DI RAPPRESENTANZA DEL COMUNE DI BOLZANO – INGRESSO LIBERO

MUSICA IN AULIS PRESENTA: “ESODO”
per onorare IL GIORNO DEL RICORDO

Per la prima volta a Bolzano viene organizzata una rappresentazione scenica e musicale mirata a celebrare il Giorno del Ricordo, dedicato alle migliaia di vittime delle foibe e alle centinaia di migliaia di protagonisti della forzata diaspora giuliano-dalmata. “Musica in aulis”, con il patrocinio del Comune di Bolzano. organizza l’evento per domenica 13 febbraio (ore 10.30) nella Sala di rappresentanza del Comune. La rappresentazione di “Esodo” è realizzata dal Gruppo Culturale veronese “Canone in verso”, costituito da giovani interpreti, cultori di poesia e musica. Il gruppo ha debuttato con successo di pubblico e di critica con una rappresentazione dei Carmi del Canzoniere di Gaio Valerio Catullo, il grande poeta latino. In seguito il Gruppo ha rappresentato alcuni Canti dell’Inferno e del Paradiso di Dante e la poesia dialettale di Berto Barbarani. La rappresentazione “Esodo” si articola in una serie di quadri, in cui la recitazione di testi letterari sul tema dell’esilio, a partire dall’età antica fino a quella contemporanea, si alterna alle testimonianze sull’esodo giuliano-dalmata, presenti In scritti autobiografici e testi anche poetici di esuli istriani, fiumani e dalmati. In un successivo quadro l’esule istriano Giuseppe Gioseffi presenta un esauriente ed approfondito profilo storico delle vicende che determinarono il dramma dell’esodo dalle terre del confine orientale e testimonia la sua personale esperienza. Nel corso del programma viene inoltre presentato il reportage del giornalista e scrittore veronese Giuseppe Silvestri, testimone dell’esodo dalla città di Pola nel gennaio e febbraio 1947, reportage costituito da un’interessantissima documentazione di scritti ed immagini, in parte inedita, curata dallo scrittore come corrispondente del Corriere della Sera. Sequenze fotografiche con immagini d’epoca illustrano inoltre il patrimonio storico-artistico dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, espressione di una civiltà bimillenaria romana e veneta e, quindi, dell’italianità di quelle terre. Si tratta di 120 fotografie ricavate da testi storici e pubblicazioni varie, precedenti il secondo conflitto mondiale. La recitazione di alcuni testi in programma viene accompagnata dall’esecuzione di brani musicali, selezionati a tema, col violino di Marianna Pasetto e la chitarra di Alessandro Mainolfi.

Musica e neonati

Posted by admin On gennaio - 9 - 2011 Commenti disabilitati

Mozart aiuta crescita bimbi nati prematuri

Posted by admin On gennaio - 9 - 2011 Commenti disabilitati

Matteo Miotto addio

Posted by admin On gennaio - 3 - 2011 Commenti disabilitati

ROMA (3 gennaio) – I funerali del caporal maggiore degli Alpini Matteo
Miotto morto il in Afghanistan, si sono svolti oggi nella chiesa di
Santa Maria degli Angeli, a Roma.
Tante persone ieri avevano accolto commosse ieri all’ospedale militare
del Celio di Roma il feretro del caporal maggiore ucciso in Afghanistan.
La salma di Matteo Miotto sarà portata oggi pomeriggio a Thiene, sua città natale,
dove sarà allestita una camera ardente. L’alpino Matteo Miotto sarà seppellito
in prima fila, nell’area dedicata ai Caduti in Guerra del cimitero di Thiene.

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