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December , 2018
Monday

Notiziario TMC

Notiziario di informazione di musica e danza curato da M.Piscitelli

La Bacheca dei Concerti - I nostri viaggi musicali -

Archivio per ‘Cultura’ Category

La gestione della carriera di un artista, oggi.

Posted by admin On luglio - 29 - 2013 Commenti disabilitati

Nell’ambito degli Stati Generali della Musica, che si svolgeranno a MondomusicaCremona Pianoforte 2013, sono stati inseriti tutti gli interlocutori della scena musicale, comprese le Agenzie Artistiche. Nell’incontro che si terrà venerdì 27 settembre alle ore 16.30 in Sala Eventi, Ettore Borri, docente di pianoforte al conservatorio “Giueppe Verdi” di Milano e consulente tecnico, scientifico e artistico della Manifestazione, condurrà una conversazione con Ettore F. Volontieri, Artist Manager e Producer.

Le Agenzie Artistiche sono tra gli attori che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle carriere dei giovani musicisti e possono dare un contributo essenziale per la diffusione della cultura musicale.

Qual è il ruolo delle agenzie artistiche nella carriera di un musicista?

”Fondamentale dove esista una vera relazione interpersonale tra l’artista e il suo agente, debole quando la relazione sia limitata alla stretta necessità tecnico-professionale, inesistente dove l’artista sia una scheda tra tante. Ma in ogni caso nessuna agenzia può dare luogo a una carriera durtura senza che ci siano le qualità necessarie da parte dell’artista. E quelle strettamente musicali non sono le uniche rilevanti”.

Quali sono gli obiettivi che si pone un’agenzia quando prende in carico un giovane artista?

”Che l’artista possa sviluppare al meglio le proprie potenzialità in un mercato molto competitivo e costruire un percorso credibile in uno spazio operativo potenzialmente vastissimo. In generale poter inserire l’artista al più presto nella propria rete ddi relazioni, che è poi uno degli asset più importanti dell’agenzia”.

Come avviene l’incontro tra l’artista e l’agenzia?

”Il “mercato” della musica è ancora un piccolo mondo dove tutti o quasi si conoscono. Il canale della presentazione resta, salvo rare eccezioni, quello più praticato. Vero è che molto dipende dalla tipologia dell’artista: molto diversi sono i canali per i cantanti (dove le audizioni giocano sempre e comunque un ruolo fondamentale), per i solisti (per i quali direi che una miscela tra presentazione e audizione è spesso risolutiva) e infine per i direttori d’orchestra, ove la presentazione da parte di una persona di fiducia resta l’unico canale praticabile”.

http://www.cremonamondomusica.it/2013/07/22/la-gestione-della-carriera-di-un-artista-oggi/

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Appello al Ministro dell’Istruzione

Posted by admin On marzo - 17 - 2013 Commenti disabilitati

Continua la raccolta firme dell’appello al futuro ministro dell’Istruzione

 

Così come trasversale è l’adesione all’Appello indirizzato “al Ministro dell’Istruzione che verrà…” (aderiscono insegnanti, medici, ingegneri, impiegati, mamme, papà e disoccupati!) da parte di 24 fra le più importanti Associazioni e Scuole di Musica operanti sul territorio nazionale riunite in Forum, altrettanto trasversale è il sostegno dato all’Appello da rappresentanti eccellenti del mondo della cultura: da Ennio Morricone a Concita De Gregorio, da Nicoletta Mantovani Pavarotti a Franco La Torre, e via via Piero Badaloni, Paolo Belli, Fiorella Mannoia, l’Orchestra di Piazza Vittorio, Roberto Piumini, Giorgio Battistelli, la Banda Osiris, Gianmaria Testa, Peppe Servillo, Alice, Serena Nono e Samuele Bersani. L’appello rinnova l’annosa richiesta di inserimento organico dell’insegnante di materia musicale nella scuola primaria e nel liceo e la concessione di sgravi fiscali per chi frequenta attività musicali, così come è sempre stato per le attività sportive. Le adesioni sono ad oggi 6817.

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L’Italia senza Cultura?

Posted by admin On febbraio - 5 - 2013 Commenti disabilitati

In attesa della legge quadro per lo Spettacolo

In una conferenza stampa presso l’Auditorium della Conciliazione, l’on. Gabriella Carlucci (responsabile nazionale Cultura e spettacolo dell’Udc) e l’on Luciano Ciocchetti (già componente della Commisione Cultura alla Camera dei Deputati), hanno lanciato una domanda cruciale, dalla quale partire per fare un bilancio di un lavoro già svolto: “L’Italia senza Cultura?”. Il lavoro in questione è quello che ha svolto la VII Commissione per approvare all’unanimità il testo della Legge quadro sullo spettacolo dal vivo, bloccato poi dallo scioglimento delle camere. Come ha sottolineato Ciocchetti la crisi del momento presente riguarda i modelli di sviluppo, è un problema internazionale, non dipende solo dall’Italia uscirne fuori, anche se il nostro paese soffre alcune particolari: l’Italia ha infatti praticamente abbandonato cultura, spettacolo e turismo. Gabriella Carlucci ha chiaramente ricordato che il titolo della conferenza stampa non è provocatorio, ma è una previsione: se non cominciamo a ragionare di come occuparci di questo settore (spettacolo, beni culturali, turismo) – per il quale assistiamo dal 2001 a un lento suicidio, dal momento che non è stato fatto nulla né in fatto di leggi né in fatto di organizzazione generale – per il nostro paese si prospetta un triste futuro. Per quanto riguarda il settore musicale l’on. Carlucci ha ricordato quello che ero lo stanziamento originario del Fus (900 milioni di euro, contro gli attuali meno di 300), una situazione che sembra appartenere a un altra era geologica. Per questo, a nome del Dipartimento Cultura e Spettacolo dell’Udc, è stata presentata una dettagliata “Agenda per il sistema della cultura in Italia”, nella quale – oltre all’approvazione della Legge quadro sullo spettacolo – sono fissati molteplici obiettivi per il rilancio di un settore così vitale. Dai numerosi successivi interventi sono emerse molteplici testimonianze che hanno sottolineato come la cultura e il suo rapporto col mercato siano motore di un possibile rilancio dello sviluppo del nostro paese. Tra questi interventi, particolarmente forti quelli di Alessandro Berdini (Presidente dell’Associazione teatrale tra i Comuni del Lazio), di Mario La Torre (estensore della legge sul tax credit e tax shelter al settore del cinema) e di Roberto Grossi (Presidente di Federculture).

Giorgio Cerasoli

Puccini e le sue Muse

Posted by admin On febbraio - 3 - 2013 Commenti disabilitati

Puccini e le sue Muse.

 

Amava le compagnie scapestrate.
Pigro e geniale, nevrotico, strafottente e timido , goliardico e primitivo, amava stare in compagnia e, allo stesso tempo, sentiva il bisogno della solitudine; era legato in modo quasi morboso alle brume del suo lago di lucchesia (“gaudio supremo, paradiso, vas spirituale, reggia…abitanti 120, 12 case”), amava le scapestrate compagnie maschili , le scorribande tra i falaschi , il rompere della quiete di una natura selvaggia , i colpi di fucile, le imprecazioni e le bestemmie della sua gente – e tuttavia non sognava che di fuggirsene al più presto, andare a Milano , là dove si poteva far carriera, dove l’aspettavano la fama e la gloria, la ricchezza e le belle donne. Questo era Giacomo Puccini.

 

Un libro sull’universo femminile che influenzò la vita privata e artistica di Giacomo Puccini, un universo sfuggente, circondato di un mistero indefinito. Gli autori svelano l’arcano non inseguendo il sentiero tortuoso eppure facile dello scandalismo, ma evidenziando il grande sentimento che animava l’artista nel corso dei suoi amori. Elvira, Sybil, Josephine e le altre – vera linfa vitale per le stupende creazioni di Puccini – appaiono in una prospettiva anche spirituale. Fu Elvira il grande amore della sua vita e Sybil Seligman non la sua alternativa, ma il suo completamento. Ma altre furono le donne che ebbero un ruolo di grande importanza nell’esistenza di Puccini, a partire dalla sua famiglia. Egli trascorse l’infanzia e la giovinezza in un ambiente pressoché femminile, con la madre e le sei sorelle. Il padre Michele, anch’egli musicista, morì quando Giacomo aveva soltanto 5 anni e la madre Albina Magi, vedova a 33 anni, dedicò l’intera sua vita al futuro del grande maestro e degli altri figli. La donna più importante per Puccini fu senza dubbio lei. Nel libro gli autori tratteggiano il profondo attaccamento di un figlio riconoscente per una mamma straordinaria. Ampio spazio è dedicato anche alle sorelle con le quali Giacomo ebbe uno stretto legame affettivo. Tra queste spiccano Ramelde, la preferita; Iginia; suor Giulia Enrichetta, superiora del monastero di Vicopelago, immagine vivente e richiamo delicato alla vita spirituale e al sentimento religioso.

 

La casa di corte San Lorenzo
Il 22 dicembre 1858, nelle prime ore della notte, Giacomo Puccini nasceva a Lucca, nella casa di corte San Lorenzo. Sul muro esterno della casa, oggi trasformata in museo, si trova una lapide celebrativa con questa iscrizione:

 

 

’Istituto Musicale
Quando lo frequentava Puccini, l’Istituto Musicale (oggi “Boccherini”, allora “Pacini”) aveva sede in piazza Santa Maria Forisportam, nei locali dell’antico monastero. Suo padre Michele vi aveva insegnato fin dal 1843 e ne era stato direttore nel 1862. La prima esibizione di Giacomo all’interno dell’Istituto risale al 1876 come pianista accompagnatore di un violinista, per la Salve regina dell’amico Carlo Carignani . Nell’aprile 1877 l’esecuzione di un suo Mottetto fu salutata come prova sicura del suo talento: un giornale locale scrisse in proposito “i figli dei gatti prendono i topi”… Oggi l’Istituto conserva molte memorie di Giacomo: il pianoforte e l’armonium su cui prendeva lezioni, una raccolta di composizioni giovanili e alcuni quaderni di appunti usati al Conservatorio di Milano. L’Istituto possiede anche gran parte delle composizioni degli antenati di Giacomo, che ne fece “dono all’archivio musicale dell’Istituto Pacini … volendo che detta musica sia al sicuro e sotto una salvaguardia vigile”.

Giacomo PucciniGiacomo Puccini a Torre del LagoGiacomo PucciniGiacomo PucciniGiacomo Puccini

 

CORINNA

Elvira a Giacomo

Lamentando l’egoismo del marito nei giorni concitati del marzo 1909 (suicidio di Doria) Elvira gli fa notare che

Io non feci così quando si trattò della querela della Torinese, e benché in quel momento fosse stato scusabile in me un certo risentimento verso di te, per tutte le ingiurie fattemi da te subire durante i 3 anni della tua relazione con quella donna, pure io fui buona e mi offrii di venire a Milano e far tacitare questa cosa per la quale tu avresti arrischiato la carcere. Mi ricordo benissimo ancora al ricevere della famosa lettera come diventasti pusillanime al pensiero di una condanna e come tu parlassi di fuggire in Svizzera (da Milano, 25 marzo 1909).


GIULIA MANFREDI

GIACOMO A GIULIA

Dal tenore di alcune cartoline e lettere che le inviò il maestro, è lecito pensare che fu anche compagna di un altro genere di avventure:
«Dunque a presto cara Giulia e ti rivedrò tanto volentieri – vorrei dire tante cose ma non mi fido per lettera. Te lo puoi figurare.» (13 giugno 1920)

«Quanto vorrei scriverti ma non oso farlo perché leggono le lettere e poi anche perché mi secca a parlar di cose che tengo volentieri (o malvolentieri) dentro di me» (10 marzo 1921).

 

SYBIL SELIGMAN


Il 4 novembre 1905 da Milano Puccini le scrisse:

Parto stanotte per Torre del Lago, dopo essere stato alcuni giorni qui e a Bologna. Questi giorni non sono stati così felici come quelli che io passai a Londra, giorni che per me saranno sempre indimenticabili! Così io ricordo ogni cosa: la dolcezza del tuo carattere, le passeggiate nel parco, la melodia della tua voce e la tua tua bellezza raggiante…

Io, lo sapete, ho il grave torto di essere troppo sensibile e soffro anche perché nessuno mi capisce (aprile 1906).

Nei momenti più difficili del «caso Doria» Puccini scrisse parecchie lettere a Sybil Seligman, l’amica e confidente inglese, per cercare conforto alla sua profonda amarezza. Nell’ottobre 1908, quando gli attacchi di Elvira contro Doria si erano fatti più insistenti, le disse:

Vivere a Torre è diventato assolutamente insopportabile; vi sto solo dicendo il vero quando dico che spesso ho accarezzato la mia pistola! E tutti (compreso voi) dicono che io sono l’uomo più felice del mondo!

Puccini pensò qualche volta anche di togliersi la vita? Lo confermò in un’altra lettera all’amica inglese, lettera che scrisse nel dicembre dello stesso anno:

È una vita orribile e spaventosa. Abbastanza per portare al suicidio!… Quanto all’affare Doria, la persecuzione di Elvira continua irriducibile; è andata anche dal prete per convincerlo di parlare a sua madre e sta facendo ogni cosa per farla scacciare dal paese…

E dopo l’avvenuto avvelenamento di Doria:

È la fine della mia famiglia, la fine di Torre del Lago, la fine di tutto. Non so quel che farò; sono veramente stanco della vita che è divenuta un intollerabile peso…

E dopo la morte di Doria confidò ancora all’amica inglese:

Elvira partì per Milano il giorno dell’avvelenamento… in ogni caso non potrà più tornare a Torre: la lincerebbero. Ho passato i giorni più tragici della mia vita.

Rimango fermo nel mio proposito di separazione…

Non posso più lavorare! Sono abbattuto e scoraggiato! Le mie notti sono orribili. Ho gli incubi e mi lamento nel sonno. Ho sempre davanti agli occhi quella povera ragazza…

 

Josephine von Stengel (1876‑1926)

Puccini chiese anche qualche amichevole copertura a Schnabl:

Io verso il 10 o 15 maggio ho idea di venire un paio di giorni da te [a Monte del Lago] in incognito con chi tu sai – questa volta verrò se non ti secca. Perciò scrivimi un rigo qui cose indifferenti ma che io capisca il tuo sì o il no (a Schnabl, 21 aprile 1914).

Puccini era pronto a mille sotterfugi e a cercare la complicità degli amici:

Aspetto da te [Riccardo Schnabl] un bell’invito da mostrare – che sia convincente (1912).

L’invito era per una battuta di caccia (… ma non solo) nei dintorni della bella villa che Schnabl possedeva a Monte del Lago, sul Trasimeno, vicino a Perugia. Puccini confidava molto nelle coperture degli amici per evitare la gelosa Elvira. Nell’aprile 1914 il Maestro scrisse ancora a Riccardo:

Io verso il 10 o 15 maggio ho idea di venire un paio di giorni da te in incognito con chi tu sai…

E se gli incontri si concretizzavano, Puccini poteva dire:

Fui un po’ felice per poche ore…

Novembre 1915:

Ti prego d’un favore – io fra giorni voglio vederla e fingerò la gita costì [in Umbria]. Tu mi scrivi che mi aspetti, quando poi partirò, io ti telegraferò e ti scriverò perché tu telegrafi a mia M. (Elvira, evidentemente) che forse sarà a Milano o a Firenze… tu dirai: Arrivato bene. Scrivo baci te e Tonio, Puccini. Ben inteso che ti accluderò la lettera da spedire, così rimango là tre giorni, capisci tre giornii di delizie… ne ho tanto bisogno…

La scusa era sempre quella di una battuta di caccia, ma Puccini, invece di andare in Umbria, era intenzionato a dirigersi a Lugano per stare tre giorni con Josephine.

Nel marzo 1915 i due stavano progettando di divorziare e di vivere insieme a Viareggio. La baronessa inviò una lunga lettera al suo amore «Mucci», in cui riferiva i particolari delle sue pratiche di divorzio per rimanere tutta la vita accanto a Giacomo:

Ieri andai all’avvocato… Quando lui sentiva che sono divorziata per te… mi ha detto che è un ammiratore della tua musica e che tu sei il più grande compositore del mondo. E così lui mostrava un interesse grande per me e ha detto che farà molto facile la cosa per stare con te in Italia… Io ripenso a tutto e non posso dimenticare la tua bella casa e noi duettino al camino mentre suonava la Butterfly… Ho già immensa nostalgia e vedo tanto come mi manchi quando sono via anche per poco tempo. La tua cara bocca e gli buoni occhi vorrei avere qui. Ma nell’anima profonda ti ho e per sempre. Ti bacio con tanto amore e ti stringo a me, mio, mio, immensamente amato e adorato Mucci!…

Il 22 marzo Josephine inviò una nuova lettera:

Oggi avevo la tua lunga lettera, così cara e sincera. Mi pareva sentirti parlare. Dunque mi desideri e mi dai mille nomi teneri: e con tanta poesia mi parlavi! Sentivo bene il tuo amore e il tuo profondo sentimento che è veramente santo. Posso immaginarmi come hai pensato a me!… Non c’è niente nel mondo che possa distruggere il mio amore per te! Povero mondo piccolo, piccolo in vero senso. Non può capire un tale amore, eppure la vita è così corta che in fondo è uguale e di poca importanza cosa pensano le persone… Come ero felice quel giorno a Viareggio, quando venisti al bosco per cenare con me, alla lampada rossa! Come mi faceva piacere e come godevo nel preparare la tavola per te! E poi a casa tua, io mi sentivo a casa mia! Che belle, indimenticabili ore!…

Terza lettera appena due giorni dopo:

Oggi avevo bisogno di sentire musica e suonavo tutte le tue opere per consolarmi… Sento un mondo d’amore per te e sento come mi ami anche tu! Ci siamo inseparabili… Tu mi hai detto che a Viareggio comprasti un terreno e che vuoi far fare una villina. Non hai detto nulla ancora a nessuno? Spero, troverei che questa confidenza sarebbe ingiusto quando si vive in queste condizioni come ora. E tu lo farai per me! E poi speriamo che noi potremo abitare insieme in questa casetta! Lo vuoi? Che delizia sarebbe… Addio, mio tesoro, ti bacio tanto tanto la tua bocca e ti stringo teneramente al mio cuore. Tua Busci.

 

Rose Ader (1890‑1955)

24 aprile 1921

Mia dolce Rosa – mia sola unica donna che io ami al mondo! Ti penso con grande tenerezza soffrendo il soffribile per averti così lontana… Ho perduto tutta la pace per te e non me ne dolgo – vivo però in continua nervosità, maledicendo a volte la vita! Come è possibile vivere così? Quando nell’anima è entrata un’altra anima? L’anima è molto ma non è tutto! Manchi te colle tue forme, con il tuo sorriso, con la tua bella, bellissima persona, col fascino dei tuoi occhi! Come ti sospiro! Come ti amo o mia cara adorata creatura… Avessi te vicina come sarei felice – ma questo è impossibile! Benedico Iddio che mi ha dato te e maledico la mia sorte che mi proibisce di esserti vicino… Oh mia Rosa ho il cuore così pieno d’amore per te che mi pare voglia uscire dal petto, tanto palpita quando col pensiero ti rivedo come ti ho veduta… e quando risento come un’eco in me, la tua dolcissima voce cantare Suor Angelica! Addio mio dolce tormento prenditi tutti i baci del tuo per sempre Giacomo.


Mia Rosa adorata [...] penso come sarei felice se ti avessi vicina! Ma io sono molto sfortunato in amore! Come vorrei vederti! Non posso scordare le poche ore di Venezia e mi turbinano nella mente tutti i particolari di quei brevi istanti… mia adorata (18 maggio 1921).

Mia sola unica donna che io ami al mondo! (24 maggio 1921).

Mia dolcissima Rose – tu hai un’anima tanto buona – sei veramente commovente per la tua dolce bontà e io ti adoro perché anche lo meriti d’essere amata! [...] Ti bacio tanto tanto tanto tuo Giacomo (3 dicembre 1921).

Io verrei volentieri a Monaco e a Salzburg con te, ma bisogna lavorare mia moglie… Mia moglie si inalbera e mi intralcia, ma se viene un richiamo da te io spero di riuscire. Attendo tua lettera, tu magnifica la gita, e parla anche di Rondine da combinare. Insomma rimetto alla tua fantasia la spronatura a farmi riuscire a uscir di qui. (a Schnabl)

Puccini si sentiva «prigioniero» del suo matrimonio:

Buon per te [Schnabl] che sei libero e padrone di far quello che vuoi!… A volte mi dico: hai lavorato assai o mio Giacomo, smetti e gotiti, ma ho il matrimonio che mi inchiavarda! [marzo 1922]



http://www.rodoni.ch/PUCCINI/donne-di-puccini.html

 

 

 

 

Addio a Rita Levi Montalcini

Posted by admin On gennaio - 18 - 2013 Commenti disabilitati

Addio a Rita Levi Montalcini

Migliaia di persone radunate al cimitero di Torino per rendere omaggio alla scienziata. La nipote: “Abbiamo voluto permettere a chiunque lo desideri di salutare la zia”

Addio a Rita Levi Montalcini applausi e commozione per l'ultimo saluto(ansa)

APPROFONDIMENTI

TORINO – Migliaia di persone hanno reso oggi l’ultimo saluto a Rita Levi Montalcini. Un lungo applauso ha accolto l’arrivo del feretro a Torino, dove la scienziata era nata nel 1909, per l’omaggio del pubblico dopo la sobria cerimonia privata di ieri. La salma, in una semplice bara in rovere chiaro coperta da un cuscino di rose rosse con ai piedi, un mazzo di crochi violetti inviati dal Sinodo di Firenze, è stata trasferita da Roma al cimitero monumentale del capoluogo piemontese (FOTO). Nella “Sala commiato” dell’ottocentesco Tempio Crematorio, perché la scienziata premio Nobel non sarà sepolta, ma cremata e le ceneri, racchiuse in un’urna, troveranno posto nella tomba di famiglia.

Un sito web per i ricordi. La famiglia Montalcini ha aperto un sito web dedicato alla senatrice a vita. All’indirizzo www.ritalevimontalcini.it, chiunque potrà scrivere “un pensiero, un ricordo, una frase di commiato” per la scienziata.

 

Costruire con la Musica

Posted by admin On dicembre - 19 - 2012 Commenti disabilitati

Costruire con la musica

di Emanuele ArciuliFra i maggiori pericoli della crisi culturale e musicale italiana vi è l’egoismo, atteggiamento pericoloso e in realtà autolesionista, per cui le associazioni musicali sono portate a considerare la pluralità di espressioni, la ricchezza di proposte musicali, la presenza dell’altro, più una minaccia alla propria sopravvivenza che una ulteriore risorsa. Tale modello potrebbe estendersi pure ai singoli musicisti, e decreta di fatto la sciagurata vittoria di una strategia politica che non solo toglie fiato alla voce della musica, ma scatena guerre e contrapposizioni tra coloro che dovrebbero, invece, procedere uniti, perseguire gli stessi obiettivi, trovare nell’altro un sostegno, un alleato, un confronto, non certo un nemico da combattere. Fa un immenso piacere, allora, che Milano Musica, l’associazione per la musica contemporanea di Luciana Pestalozza, realizzi Costruire con la Musica, e dia un segno forte di generosità e lungimiranza. Si tratta di un’iniziativa promossa in collaborazione con Music Fund (organizzazione internazionale, la cui responsabile per l’Italia è Cecilia Balestra, e che si occupa di donare strumenti musicali ai paesi in via di sviluppo) e con il Sistema delle Orchestre e dei Cori Infantili e Giovanili in Italia, nato sul notissimo modello Abreu e lanciato da Claudio Abbado. La raccolta di strumenti si svolgerà domenica 29 maggio presso i laboratori Scala Ansaldo, con una non stop (ore 11 – 22) di musica eseguita da artisti della più ampia provenienza, dal rock alla musica barocca. Favorire la nascita e lo sviluppo di un sistema di orchestre giovanili in Italia e creare scuole musicali in Africa e Medio Oriente è un progetto concreto, un obiettivo che può arricchire di senso il nostro lavoro. Ricordo con grande emozione un mio viaggio, due anni fa, in Cameroun, dove tenni due recital pianistici per il pubblico locale, per nulla avvezzo alla musica di estrazione eurocolta. Ma non potrò mai dimenticare l’attenzione, il raccoglimento, la sensibilità di quel pubblico musicalissimo. Lì non ci sono conservatori e scuole, ma una passione – ben nota e davvero travolgente – per la musica. Appena poche settimane prima una corale del luogo aveva eseguito i Carmina Burana, nella versione per coro e pianoforte. Ma il pianoforte tardava ad arrivare a Douala, così per le prove si era usato un balafon. A noi ciò sembra incredibile, da noi non succederebbe mai, ma era il segno, commovente, di una disposizione d’animo che merita il nostro più incondizionato appoggio. Ognuno può donare uno strumento, contattando Costruire con la Musica.

Emanuele Arciuli.

Il Giornale della Musica

http://www.milanomusica.org/

 

La Mente R.LMontalcini

Posted by admin On aprile - 14 - 2012 Commenti disabilitati
A CENTO ANNI HO PERSO UN PO LA VISTA MOLTO L’UDITO.
ALLE CONFERENZE NON VEDO PROIEZIONI…

Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni.
Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.
Rita Levi Montalcini ♥

In data 22 gennaio 2008 l’Università di Milano Bicocca le ha assegnato la laurea honoris causa in biotecnologie industriali.

Rita Levi Montalcini nasce il 22 aprile del 1909 a Torino. Entrata alla scuola medica di Levi all’età di vent’anni, si laurea nel 1936. Fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatricein neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, ad emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi.
La passione per la sua materia comunque la sospinge e le dona la forza per andare avanti tanto che continua le sue ricerche in un laboratorio casalingo. 

Sono anni assai travagliati per il mondo e per l’Europa. Infuria la seconda guerra mondiale ed è assai difficile trovare luoghi dove poter stare tranquilli, figuriamoci intraprendere delle ricerche. Nel suo girovagare, nel ’43 approda a Firenze, dove vivrà in clandestinità per qualche anno, prestando fra l’altro la sua collaborazione come medico volontario fra gli Alleati. Finalmente, nel ’45 la guerra finisce, lasciandosi alle spalle milioni di morti e devastazioni inimmaginabili in tutti i Paesi.Dopo così lungo peregrinare senza un porto sicuro in cui rifugiarsi, Rita torna nella sua città natale (giusto poco prima dell’invasione tedesca del Belgio, riprendendo con più serenità le sue importanti ricerche insieme a Levi, sempre attraverso un laboratorio domestico. Poco dopo riceve un’offerta difficilmente rifiutabile dal Dipartimento di Zoologia della Washington University (St. Louis, Missouri). Accetta, dopo essersi però ben assicurata che potrà proseguire le stesse ricerche che aveva cominciato a Torino. La giovane Rita ancora non sa che l’America diventerà una sorta di sua seconda patria, vivendoci con incarichi prestigiosi per oltre trent’anni (diventerà professore di Neurobiologia), e precisamente fino al 1977.Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di Ricerche di Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) in collaborazione con l’Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il Laboratorio di Biologia cellulare. Dopo essersi ritirata da questo incarico “per raggiunti limiti d’età” continua le sue ricerche come ricercatore e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavora presso l’Istituto di Neurobiologia del CNR con la qualifica di Superesperto. Le sue indagini si concentrano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più sofisticate. Studi recenti hanno infatti dimostrato che esso ha un’attività ben più ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine.

Dal 1993 al 1998 presiede l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. È membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l’Accademia Nazionale dei Lincei, l’Accademia Pontificia, l’Accademia delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society.

È inoltre da sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 istituisce, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all’educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario. L’obiettivo è quello di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese

Elenco di alcune pubblicazioni della scienziata:

Origine ed Evoluzione del nucleo accessorio del Nervo abducente nell’embrione di pollo, Tip. Cuggiani, 1942.
Cantico di una vita, Raffaello Cortina Editore, 2000
La galassia mente, Baldini & Castoldi, 1999
L’ asso nella manica a brandelli, Baldini & Castoldi, 1998
Senz’olio contro vento, Baldini & Castoldi, 1996
Per i settanta anni della Enciclopedia italiana, 1925-1995, Istituto della Enciclopedia italiana, 1995
Il tuo futuro, Garzanti, 1993
NGF : apertura di una nuova frontiera nella neurobiologia, Roma Napoli, 1989
Sclerosi multipla in Italia : aspetti e problemi, AISM, 1989
Elogio dell’imperfezione, Garzanti, 1987
Il messaggio nervoso, Rizzoli, 1975

Biografie.

Reggia Di Caserta

Posted by admin On aprile - 8 - 2012 Commenti disabilitati

Soprintendenza per i Beni Architettonici paesaggistici

Storici Artistici ed Etnoantropologici

per le province di Caserta e Benevento

COMUNICATO STAMPA

CALENDARIO VISITE ALLA REGGIA DI CASERTA PASQUA 2012.

APERTURA PARCO E APPARTAMENTI STORICI GIOVEDI 12 APRILE.

 

Reggia di Caserta, scalone centrale (dopo 1752)

 

Il Parco della Reggia, contrariamente a quanto già disposto, sarà aperto al pubblico insieme agli Appartamenti giovedì 12 aprile, con orari di visita 8.30 – 17 (Parco reale) e 8 – 20 (Appartamenti  storici).

La Soprintendenza intende così garantire una completa offerta culturale ai tanti visitatori che sceglieranno Caserta come meta turistica in occasione delle festività pasquali, tutto ciò in condizioni  di sicurezza per il pubblico e al fine di tutelare  il patrimonio artistico e ambientale del Complesso vanvitelliano.

Si auspica la più ampia collaborazione affinché la fruizione del Monumento avvenga sempre tenendo presente la natura e le caratteristiche del sito museale casertani, iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.

 

A Pasqua la Reggia sarà come di consueto aperta con gli abituali orari di visita (Appartamenti storici 8,30-19 e Parco 8,30-17).

 

Lunedì in albis 9 aprile saranno invece aperti gli Appartamenti Storici con orario di visita prolungato 8-20.

Il Parco Reale resterà chiuso.

Martedì 10 aprile 2012 chiusura per riposo settimanale.

 

Caserta - Reggia Di Caserta - Fontana di Diana e Atteone

 

 

Informazioni e prenotazioni:

Biglietteria della Reggia tel. 0823/448184-277380;

www.reggiadicaserta.beniculturali.it

 

 

L’Ufficio Stampa

 

Caserta 3 aprile 2012

 

La Pasqua di GUTTUSO

Posted by admin On aprile - 8 - 2012 Commenti disabilitati

 

Renato Guttuso dipinge la “Crocifissione”, un olio su tavola, 200 x 200 cm, oggi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma, nel 1941, all’inizio di un decennio (’40/’50) in cui compiutamente si manifesta la sua presa di coscienza della vita intesa come lotta, la consapevolezza che la lotta è “forma inevitabile” dell’essere uomo e del vivere su questa terra, dando origine a quel realismo intriso di pathos, crudo, tormentato, violento e sanguigno che diverrà tipico del suo linguaggio espressivo: la “Crocifissione”, metafora dello stato esistenziale dell’umanità tutta, è la summa delle sue prese di posizione sulla pittura, sulla vita e sulla morte, ed anche occasione per un approfondimento sul suo discorso politico.

È un’opera che appare subito rivoluzionaria e scandalosa, se non addirittura blasfema (la Maddalena è nuda) sia alla parte religiosa (che definisce Guttuso “pictor diabolicus”) che a quella politica, nella personale interpretazione di un dramma divino che Guttuso legge come un dramma profondamente umano e terreno, simbolo, come egli stesso dichiara, della sofferenza di tutti i perseguitati di tutti i tempi per le loro idee ed i loro principi: è anche l’occasione per prendere una posizione chiara nei confronti delle ingiustizie sociali del fascismo, posizione ovviamente invisa al regime che si sente esplicitamente chiamato in causa.

La Pasqua di Guttuso celebra la morte del Cristo, non la sua resurrezione, manca il consolatorio messaggio cristiano, manca la speranza della rinascita, mancano le certezze della vita eterna, è un dramma che si consuma in silenzio, amplificando la sofferenza individuale e trasformandola in tragedia cosmica.

 

 

 

Guttuso_ Crocifissione 1941

Napoli,Pasqua la Città della Scienza

Posted by admin On aprile - 6 - 2012 Commenti disabilitati

Città della Scienza festeggia la Pasqua con tante attività e sorprese: Venerdì 6 aprile dalle 11 alle 13, presso il Science Centre di Città della Scienza, l’Associazione Culturale Ceco-Italiana Bohemia, con il Patrocinio del Consolato della Repubblica Ceca, condividerà con i visitatori le antiche tradizioni boeme legate alla Pasqua.

Sarà possibile scoprire ed imparare le tecniche per la decorazione a mano delle uova ed i bambini potranno divertirsi realizzando piccoli manufatti in carta, assaggiando dolci pasquali moravi ed ascoltando le usanze pasquali delle tradizioni ceche.

Da sabato 7 aprile fino al lunedì in albis, saranno proposti “assaggi di scienza” legati all’uovo e alle sue straordinarie proprietà fisiche e chimiche. Scopriremo insieme come fa un uomo covato a non rompersi sotto il peso della gallina ed assisteremo alla schiusa delle uova e alla nascita dei pulcini. Durante l’intero week-end pasquale ci saranno laboratori tematici per i bambini di diverse fasce d’età, che si districheranno tra carta riciclata per costruire il proprio travestimento pasquale e una decorazione in argilla da regalare alla famiglia. Il tema del giorno di Pasquetta è il fiore: verranno spiegate le sue proprietà per poi costruirne uno di carta. Grazie alla partecipazione dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, saranno offerte degustazioni di cioccolato a tutti i visitatori che verranno a Città della Scienza!

Dal week-end di Pasqua e fino al 27 maggio, nella Piazze della Cultura di Città della Scienza, ci sarà il cinema in 5D, con 18 posti a sedere ed una programmazione di sette film per adulti e bambini (FUTURE CIRCUS, HAUNTED FOREST, PORTAL, PREHISTORIC ADVENTURE, ENCHANTED CASTLE, ALI BABA, ALIEN SAFARI

 

 

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