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Notiziario TMC

Notiziario di informazione di musica e danza curato da M.Piscitelli

La Bacheca dei Concerti - I nostri viaggi musicali -

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Buon Compleanno Lucio Dalla Il maxi concerto in ‘Piazza Grande’ per ricordarlo

Posted by admin On marzo - 4 - 2013 Commenti disabilitati

Breve carrellata dei più grandi successi del cantautore bolognese, nato il 4 marzo 1943.

Il maxi concerto in Piazza Grande.

Una Woodstock per Lucio Dalla. Il maxi concert

in ‘Piazza Grande’ per ricordarlo

Lunedì 4 marzo in Piazza Maggiore un live monumentale per

ricordare il cantautore scomparso. Sul palco, tra gli altri: Ron,

Negramaro, Pino Daniele, Andrea Bocelli, Renato Zero, Paolo

Fresu, Ornella Vanoni, Samuele Bersani, Marco Mengoni e Marta

sui Tubi

 

Un concerto in quella che tutti credono piazza Grande e invece è semplicemente piazza

Maggiore. La piazza di Lucio Dalla nella sua Bologna. L’incontro è previsto per il 4 marzo,

il giorno in cui Dalla era nato, anno 1943. Lunedì sera alle 21, per uno spettacolo in onore del cantante

scomparso esattamente un anno fa a Montreux, in Svizzera. Il padrone di casa sarà Gianni Morandi,

l’uomo più nazionalpopolare che la musica bolognese ha espresso e una lunga serie di compagno

d’avventura di Lucio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A pochi metri dal palco del 4 marzo, nella Manica Lunga di Palazzo D’Accursio fino al 14 marzo, è APERTA LA MOSTRA FOTOGRAFICA,INDIMENTICABILE LUCIO.DECINE DI FOTO STORICHE sui sessant’anni di vita di Dalla dagli anni settanta assieme alla madre mentre vota al referendum sul divorzio, passando per le strimpellate dall’Osterio Vito con Guccini, fino alle passeggiate nel centro città ai giorni nostri.

Ricordando la Grande Mia Martini

Posted by admin On giugno - 1 - 2012 Commenti disabilitati

Il 12 maggio 1995 muore, a soli 47 anni, Mia Martini, una delle voci più intense, indimenticabile, della musica italiana. La storia di un’esperienza umana e artistica drammatica e controversa, fatta di grandi successi e di momenti molto difficili.

 

Nome Reale: Domenica Berté
Attività: 1963 – 1995
Data di nascita: 20-09-1947
Luogo: Bagnara Calabra , Reggio Calabria, Italia
Luogo: Cardano Al Campo, Varese, Italia
Genere: Pop

Nata il 20 settembre 1947 a Bagnara Calabra, secondogenita di Giuseppe Radames, professore di lettere al liceo e Salvina Dato, insegnante elementare, Domenica Berté, futura Mia Martini vive i suoi primi quattordici anni di vita fra Porto Recanati ed Ancona, inizia nella prima infanzia a cantare. Studia piano e danza classica, elegge Paul Anka, interprete di “You are my destiny” suo primo modello.artistico e si guadagna i primi applausi alle feste in piazza e ai concorsi dilettantistici per voci nuove. Di fatto, però, non accade nulla di rilevante. Da qui, l’idea di recarsi con la madre a Milano, alla ricerca di un contratto discografico. Dopo tanti no, è il discografico Carlo Alberto Rossi – titolare di un’etichetta di cui fanno parte, tra gli altri, gli urlatori Joe Sentieri e Jenny Luna – a credere alle potenzialità della ragazzina. Il primo disco, col nome di Mimì Bertè, arriva nel ’63, un 45 giri che contiene due cover, “I miei baci non puoi scordare” (“You Can Never Stop MeLoving You” di Ian Samwell) e “Lontani dal resto del mondo” (“I Want To Stay Here”, un successo del duo Andy Williams ed Edy Gorm), cui fa seguito un secondo con “Insieme” (televisione con mamma e papà). I giovani la scoprono con il terzo 45 giri, “Il magone”, edito nel ’64, che ottiene un buon successo di vendita, tanto da convincere il mensile musicale giovane dell’epoca “Tuttamusica” ad inserirla ne “La greffa”, clan di talenti d’assalto : Mimì porta i codini e le scamiciate, ha tutta l’aria della ragazzina ye-ye. Lo stesso anno incide “Ed ora che abbiamo litigato”, una canzone-surf, moda del momento, che Mimì presenta nel seguitissimo show televisivo Teatro 10 condotto da Lelio Luttazzi. Questo è anche l’ultimo disco inciso per l’etichetta di Carlo Alberto Rossi…Il suo primo momento magico però è destinato a sfumare in fretta.
Poi bisogna attendere due anni, prima di ritrovarla sul mercato discografico. Il 30 giugno del ’66 la giovane interprete registra per la Durium due nuovi brani, “Non sarà tardi” e “Quattro settimane”, che compongono un 45 giri destinato all’estate. L’interesse del pubblico è scarso. Per cinque anni, di lei, dal punto di vista artistico, si perdono completamente le tracce.
Mimì si è ormai trasferita a Roma, nella zona dove nel ’67 nascerà il mitico Titan, diretto rivale del Piper, studia lingue, frequenta il liceo artistico e si dedica anima e corpo alle jam-sessions, rivisitando il repertorio di grandi star come Ella Fitzgerald, Sara Vaughan, Julie Driscoll e Aretha Franklin con il gruppo di Toto Torquati. Grandi scialli neri, trucco accentuato, tono impegnato, Mimì passa anche attraverso una brutta esperienza giudiziaria.

E’ il talent-scout di Patty Pravo, Alberigo Crocetta a notare le sue eccezionali doti vocali al Piper 2000 di Viareggio. Nasce così Mia Martini. “Il nome l’ho voluto io, pensando alla Farrow, un mio idolo del momento – racconterà lei – Il cognome fu scelto fra un tris di prodotti celebri italiani che potevano attirare anche il mercato internazionale. Spaghetti, pizza e Martini. Decidemmo per  quest’ultimo.”

Nasce così Mia Martini, personaggio anticonformista, tra il freak e l’hippie, bombetta, sveglia al collo, anello al naso.

Il primo disco è un 45 giri di grande impatto: due canzoni che fanno discutere e che le procurano situazioni al tempo stesso positive e negative. La prima è la dissacrante “Padre davvero”, dai toni forti, l’altra è “Amore… amore… un corno!” scritta da un giovanissimo autore romano, Claudio Baglioni, che con lei partecipa al Cantagiro di quell’anno con il suo gruppo “La macchina”.

Se “Padre davvero” permette a Mia di aggiudicarsi la vittoria al primo Festival della Musica d’Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio, all’inizio dell’estate ’71, d’altro canto, il brano viene censurato dalla programmazione radiofonica. Ciò a causa del dissacrante testo contro il perbenismo della famiglia tradizionale, in cui si narra la storia di una ragazza in conflitto generazionale con il padre. Di fatto, è una frase riferita alla madre a suscitare il maggior scalpore: “di me era piena” canta Mia riferendosi allo stato di gravidanza.
Il suo primo album con la RCA “Oltre la collina”, una produzione Baglioni-Coggio contiene perle come “Ossessioni”, “Lacrime di Marzo”, “Prigioniero” (il testo fu scritto da lei, in ricordo dell’esperienza in carcere), “Amore amore un corno” : un vero e proprio “concept album” che richiama l’attenzione della critica, uno dei migliori lavori mai realizzati da un’interprete femminile. Il disco risulta però troppo avanzato, sotto il profilo musicale, per ottenere quel riconoscimento che lei stava ricercando.

Lasciata la RCA, Mia firma un nuovo contratto discografico legandosi alla Ricordi e a nuovi collaboratori come Lauzi, Baldan Bembo e i fratelli La Bionda: con “Piccolo uomo” arriva immediato l’exploit al Festivalbar 1972 dove sbaraglia tutti ed a settembre lancia alla Mostra Internazionale di Venezia “Donna sola”, un brano che trasuda blues e soltanto lei, al momento, sembra poter reggere quanto ad intensità d’interpretazione. Tutti e due i pezzi scalano in fretta le classifiche di vendita. Esce il suo secondo album “Nel mondo una cosa” (in cui spiccano “Io straniera”, versione italiana di “Border song” di Elton John, il gioiellino di Vinicius De Moraes “Valsinha” e la struggente “Amanti” che nel giro di pochi mesi conquista le prime piazze nelle top-charts e il premio della critica discografica.
Con “Minuetto”, firmato Califano e Baldan Bembo, si aggiudica alla grande il Festivalbar ’73, bruciando la rivale Marcella e toccando il vertice dell’hit parade. E’ il suo momento. Nuovo look, vestiti zingareschi, capelli lunghi, mossi con l’onda “a schiaffo”, un intero “stock” di anelli, a settembre ritira a Venezia la “Gondola d’oro” per le vendite di “Donna sola”, pubblica il suo terzo album “Il giorno dopo” in cui, accanto a due brani che ne esaltano l’estensione e l’espressività vocale come “Guerriero” e “Bolero” canta fra l’altro “Picnic” (cover di “Your song di Elton John) e “Signora” di Manuel Serrat.
Maurizio Piccoli, Maurizio Fabrizio, e Baldan Bembo sono fra i suoi preziosi collaboratori anche nell’album seguente “E’ proprio come vivere”del ’74 da cui trae il bel singolo “Inno”, inserendo brani tutti pregevoli fra cui l’Aznavouriana “Domani”.

Nel ’75 riceve il Premio della Critica Europea di Palma de Mallorca con il brano “Nevicate”, vince il referendum di “Sorrisi e canzoni” “Vota la voce” come migliore cantante donna dell’anno, incide “Sensi e controsensi” e “Un altro giorno con me”, il suo “canto del cigno” con la Ricordi, da cui la separano ormai insanabili incompatibilità.

Nel ’76 ritorna alla casa discografica che l’aveva rilanciata cinque anni prima, la RCA, attraverso un’etichetta giovane da poco costituita, la Come il Vento. “Che vuoi che sia… se t’ho aspettato tanto”, album e singolo, sanciscono questo nuovo sodalizio artistico. Inizia la fortunata intesa con Aznavour che la condurrà nel ’77 al memorabile concerto all’Olympia: appare sofisticata, calata nel ruolo della Edith Piaf made in Italy,

L’anno dopo, la cantante rappresenta l’Italia al Gran Premio Eurovisivo della Canzone presentando “Libera”, brano che la impone sia sul mercato europeo, sia su quello canadese e giapponese.

In quest’ultimo Paese, viene invitata al prestigioso World Popular Song Festival Yamaha di Tokyo come unica rappresentante italiana e si aggiudica la vittoria eseguendo “Ritratto di donna”, contenuto nell’album “Per amarti, in cui c’è già la “mano” di Ivano Fossati, oltre ad una pregevole cover di “Somebody to love” dei Queen.
Nel ’78 arriva la “svolta” con “Danza”. Dall’incontro con Ivano Fossati nasce un sodalizio e destinato a protrarsi per diversi anni. Il musicista genovese regala a Mia, tra le altre, una splendida “Vola” e un album di grande spessore. Mimì rinuncia alle pailettes dell’Olympia per un look stringato, occhiali, capelli lunghi e mossi, stivali gialli, un’occhiata al “rock bambino” del suo partner artistico e sentimentale. Spicca a livello d’interpretazione la drammatica “La costruzione di un amore”.

Tre anni di “impasse”, poi Mia torna in trincea con i capelli corti, giacche dal taglio maschile, un album scritto da cantautrice “Mimì” inciso con la piccola etichetta DDD. Meritano una nota di plauso “E ancora canto”, “Sono tornata” e la splendida “Del mio amore”.

Nell’82 si misura con la platea sanremese, lei che dieci anni prima giurava di sentirsi giusta solo in manifestazioni come Gondola d’oro e Festivalbar. Ci prova con “E non finisce mica il cielo” ed è la giuria dei giornalisti a celebrarla, istituendo per lei il “premio della critica”, toccata dalla sua vibrante esecuzione. Nello stesso anno esce “Quante volte ho contato le stelle”, un bell’album costruito con la sapiente regia di Shel Shapiro in cui spiccano l’autobiografica “Stelle” e l’intensa “Bambolina”, entrambe firmate dalla stessa Martini.

L’anno dopo si diverte a regalare il suo primo live “Miei compagni di viaggio” (1983), nel quale rivisita, tra gli altri, il repertorio di grandi autori come Fabrizio De Andrè, Leonard Cohen, Luigi Tenco, Francesco De Gregori, John Lennon, Randy Newman (uno degli autori da lei più amati) e Jimi Hendrix.
L’ultima incisione per la DDD è la bellissima “Spaccami il cuore” di Paolo Conte, edita su 45 giri, presentata nell’85 al Festival di Sanremo: le giurie compiono un delitto di lesa maestà bocciandola in fase di preselezione. Per Mimì è un vero e proprio tracollo ,decide di tagliare drasticamente i ponti con l’ambiente discografico, ritirandosi.

Sparisce dalle scene per ben 4 anni e ci vuole il “tocco magico” di Lucio Salvini, passato alla Fonit, suo “angelo custode” nel periodo Ricordi, per convincerla al nuovo gran ritorno nell’89 a Sanremo. Lauzi e Fabrizio hanno da parecchi anni nel cassetto il pezzo giusto per lei e con “Almeno tu nell’universo” Mimì crea uno shock generale, si accaparra un nuovo premio della critica e sforna anche uno splendido album “Martinimia” dove attinge a piene mani al repertorio dell’astro nascente partenopeo Enzo Gragnaniello (“Donna”, il brano trainante. Fra le altre esecuzioni di spicco, “Notturno” e “Formalità”). Viene premiata interprete dell’anno al Premio Tenco.

E’ alla sua terza “vita”, con gli abiti firmati Armani e il repertorio più vicino al grande pubblico delle platee festivaliere. Nuovi album, concerti, rassegne jazz, apparizioni televisive, riconsegnano all’artista il ruolo di protagonista assoluta del panorama pop italiano. Nel ’90 il tris al “Premio della critica” con “La nevicata del ‘56″ firmato Califano-Vistarini-Lopez, l’album “La mia razza” con vistose celebrazioni etniche (“Danza pagana” su tutte).

Nel ’92 l’annunciata vittoria sanremese mancata per un soffio (seconda alle spalle di Luca Barbarossa) con “Gli uomini non cambiano” (premiata ditta fiorentina Bigazzi-Dati), il bel quarto posto all’Eurofestival con “Rapsodia”, il successo con Murolo e Gragnaniello nell’indovinata “Cu ‘mme”, il tour teatrale “Per aspera ad astra” in cui ripercorre le tappe più pregnanti della sua carriera.
Il ’93 non è un anno fortunato per Mimì : l’accoppiata-happening sanremese con la sorella Loredana con “Stiamo come stiamo” non ottiene gli esiti sperati e “Vieneme” non sembra avere l’unghiata vincente per ripetere l’exploit con Murolo e Gragnianiello .
Con il ’94 arriva il “Festival italiano” con “Viva l’amore” ed un album di “cover” di grandi cantautori italiani, De Andrè e Fossati su tutti (poi Vasco Rossi, Zucchero, i fratelli Bennato, Dalla, De Gregori) dal titolo “La musica che mi gira intorno”. “Hotel Supramonte”, “Mimì sarà” e le grintosissime “Dillo alla luna” e “Tutto sbagliato Baby”, i veri hits. E’ il suo ultimo capolavoro.

I 103 anni di Rita Levi Montalcini, senatrice premio Nobel

Posted by admin On aprile - 22 - 2012 Commenti disabilitati

Roma, 22 apr. (TMNews) – Rita Levi Montalcini compie oggi 103 anni. La scienziata è nata infatti a Torino il 22 aprile del 1909. Tutto l’arco costituzionale e le massime cariche dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica, hanno rivolto oggi messaggi di auguri alla Senatrice a vita.

La scienziata si laureò nel 1936, e nel 1951-1952 scoprì il fattore di crescita nervoso noto come Ngf (Nerve Growth Factor), che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Per circa 30 anni ha proseguito le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d’azione, per le quali nel 1986 è stata insignita del Premio Nobel per la medicina, insieme allo statunitense Stanley Cohen.La scienziata è stata nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 1 agosto del 2001 ed è da sempre molto attenta alle ‘cose italiane’ e alle sorti del Paese. Nel corso degli anni si è battuta più volte a favore dei giovani scienziati e continua a far sentire la sua voce: l’ultima iniziativa risale al marzo scorso, quando ha rivolto un appello al Governo Monti insieme al senatore del Pd Ignazio “affinché non cancelli il futuro di tanti giovani ricercatori, che coltivano la speranza di poter fare ricerca in Italia. Il decreto legge sulle semplificazioni – affermò Montalcini – cancella i principi di trasparenza e merito alla base delle norme che dal 2006 hanno consentito di finanziare i progetti di ricerca dei giovani scienziati under 40 attraverso il meccanismo della ‘peer review’, la valutazione tra pari”.

Per quanto riguarda l’attività politica di Rita Levi Montalcini, bisogna ricordare l’intensa attività, anche in Aula al Senato, durantre l’ultimo governo Prodi. La senatrice, insieme ai ‘colleghi’ senatori a vita, consentì con i suoi voti i due anni di governo del Professore, garantendo una maggioranza stabile, pur se numericamente esigua, alla Camera Alta.

TM New

 

Festa di S .Valentino

Posted by admin On febbraio - 14 - 2012 Commenti disabilitati

La festa di San Valentino è una ricorrenza dedicata agli Innamorati e celebrata in gran parte del mondo.il 14/02/

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La festività prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino da Terni, e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d’amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all’alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucerin cui prese forma la tradizione dell’amor cortese.

Alla sua diffusione, soprattutto in Francia ed in Inghilterra, contribuirono i benedettini, attraverso i loro numerosi monasteri, essendo stati affidatari della Basilica di San ValentinoTerni dalla fine della seconda metà del VII secolo.

Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, il tratto più caratteristico della festa di San Valentino è lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico (la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce, e così via). A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e commercializzazione su vasta scala di biglietti d’auguri dedicati a questa ricorrenza.

Auguri!

SANTA MARIA

Posted by admin On settembre - 14 - 2011 Commenti disabilitati

 

http://www.informatrieste.eu/blog/upload/madonna_della_salute.jpg

L’onomastico per la Chiesa cattolica si festeggia il 12 settembre, giorno della festa del Santissimo Nome di Maria, istituita da Papa Innocenzo XI, oppure l’8 settembre, festa della Natività della Beata Vergine Maria, istituita da Papa Sergio I. Ad ogni modo, sono moltissime le immagini o gli appellativi con i quali la Madonna viene venerata. Ricordiamo ad esempio la solennità di Maria Santissima Madre di Dio, che ricorre il 1º gennaio, quella dell’Assunzione che si celebra il 15 agosto o quella dell’Immacolata Concezione venerata l’8 dicembre. Senza considerare poi che le sante che portarono questo nome, da solo o in nomi composti, è superiore a cento.

Nella Chiesa ortodossa l’onomastico si festeggia il 15 agosto (Dormizione della Madre di Dio), per le donne sposate, ed il 21 novembre (Ingresso della Madre di Dio al Tempio), per le donne non sposate e anche per gli uomini con il nome Marios.

Nel Vangelo secondo Giovanni

Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell’Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino dell’alleanza nuova (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica, ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo. Sul Calvario, durante l’agonia in croce, Gesù la affida all’apostolo Giovanni, e a Maria affida lo stesso apostolo: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua Madre!». E da quel momento il discepolo L’accolse nella sua casa” (Gv 19,26-27).[2] Secondo la dottrina cattolica questo sarebbe l’atto che la costituisce Madre dei credenti.

Ricorrenza festività S .Pietro e Paolo

Posted by admin On giugno - 29 - 2011 Commenti disabilitati

SS. Pietro e Paolo, festa a Roma

e pienone sulle spiagge

I romani hanno deciso di festeggiare i patroni della città raggiungendo il litorale: da Ostia a

Maccarese e Fregene. Dalle 9, file sulle arterie d’ingresso e parcheggi auto già esauriti

SS. Pietro e Paolo, festa a Roma e pienone sulle spiagge

 

 

 

 

E’ già pienone sulle spiagge del litorale romano in occasione della festività dei Santi Pietro e Paolo. E mentre la città si ferma, come ogni anno, migliaia di romani, sin dalle prime ore del mattino, stanno approfittando della giornata di festa e della bella giornata per raggiungere Ostia, Fiumicino, Focene, Fregene e Maccarese. Già alle 9 sul lungomare di Fiumicino è segnalato il tutto esaurito delle auto nei parcheggi.

 

 

 

PAPA/ I santi Pietro e Paolo e quel disegno di Dio che prosegue da  60 anni

Oggi è un giorno importante per Benedetto XVI. Nel giorno in cui la Chiesa festeggia i santi Pietro e Paolo, infatti, ricorrono i sessant’anni del suo sacerdozio. Il Papa li festeggerà in modo particolare, imponendo come consuetudine ogni 29 giugno il sacro pallio ad alcuni nuovi arcivescovi metropoliti.

IL MESE DI MAGGIO

Posted by admin On maggio - 26 - 2011 Commenti disabilitati

IL MESE DI MAGGIO è dedicato alla MADONNA seguendo una tradizione niente affatto antica,anzi piuttosto recente. Si pensa che Maggio, mese del rifiorire della natura, ci ricordi appuntO  l’idea dei fiori e la Madonna certamente è il fiore più bello,dopo Cristo, creato da Dio”.

Il mese di Maggio è dedicato a Maria in omaggio al rifiorire della Primavera. Maria è dopo Cristo il fiore più bello nel giardino creato da Dio. Conveniente dedicare alla Madonna un momento ogni giorno. I messaggi di Medjugorje sono corretti

Il  mese della Madonna

1 maggio festa dei lavoratori.

Posted by admin On maggio - 3 - 2011 Commenti disabilitati

Un Primo Maggio particolare quello di quest’anno, ancor più carico di significati

per la coincidenza con il Centocinquantenario, la beatificazione di Giovanni Paolo II,

le elezioni amministrative, i referendum e la relativa Par Condicio.

La Beatificazione di Papa Wojtyla

Una grande figura, un pontefice straordinario. Un esempio per la chiesa”: perciò verrà beatificato

in fretta e furia, considerati i tempi biblici cui si ispira la Chiesa cattolica.

Lo ha ribadito ieri Benedetto XVI durante una messa celebrata in San Pietro,

in vista del gran giorno, fissato per il 1° maggio.

I tempi del processo di beatificazione di Karol Wojtyla sono stati infatti accelerati,

tenendo conto che Giovanni Paolo II è morto sei anni fa, il 2 aprile del 2005,

e le norme canoniche prevedono un attesa di cinque anni dal decesso soltanto per

aprire il percorso in vista della successiva beatificazione.

SANTO PADRE WOJTYLA

 

 

 

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Auguri a chi festeggia il compleanno.

M.P.

Settimana Santa La Santa PASQUA.

Posted by admin On aprile - 21 - 2011 Commenti disabilitati

La settimana SANTA che ci prepara alla PASQUA si compone di riti e simboli particolarmente evocativi che vogliamo comprendere per essere pienamente consapevoli del mistero di Cristo che soffre,muore e risorge per la salvezza di tutti.

 

Quando, nel Venerdì santo, Maria incontrò Gesù ad un crocevia che portava al Golgota, furono queste le parole che uscirono dalle loro labbra: “Mamma!”, “Figlio!”.Intorno a loro stava la bestemmia, la ferocia, lo scherno, la curiosità, la vendetta. Perciò si intesero solo con lo sguardo, che è la parola dell’amore. Con gli occhi velati dal pianto, Madre e Figlio si guardarono, si amarono, si compresero, si compatirono, si aiutarono.Gesù, che aveva già parlato alle donne, incitandole a piangere sui peccati del mondo (Vangelo di Luca 23,27-31), piange senza parlare quando incontra Colei che è senza peccato. La guarda attraverso il sudore, il pianto, la polvere, il sangue che fanno velo ai suoi occhi e vorrebbe abbracciarla. In quell’ora di passione, infatti, più del velo della Veronica o di ogni altro soccorso, sarebbe stato di sollievo a Gesù il bacio della sua Mamma. Ma anche questa tortura ci voleva per redimere le colpe umane più nascoste.Maria avrebbe voluto piegare il cielo in soccorso del suo Gesù, alleviandogli non il supplizio – poiché questa doveva esser compiuto per decreto eterno – ma almeno la durata di esso. Ma non poteva. Era l’ora della Giustizia.I loro sguardi si incontrarono, si allacciarono e poi si divisero lacerando i cuori, sotto la calca della folla che spingeva verso l’altare del sacrificio. Fu questo, per Maria, il dolore più grande: non poter abbracciare, consolare, ristorare, medicare il suo Gesù.
La parola più ripetuta da Gesù, in quel crudele pomeriggio d’aprile, era questa: “Mamma!”. Quel nome, mano a mano che l’asfissia della morte cresceva, era sempre più spesso invocato dal Crocifisso. Egli ormai aveva tutto detto e tutto compiuto. Aveva affidato l’anima al Padre, anche se il Padre chiamato non si mostrava ma anzi si ritirava in un silenzio da far paura agli angeli. E allora chi avrebbe dovuto chiamare in quel momento terribile, se non Maria? Chi più di Lei poteva sentirlo in quello sgomento? Chi più di Lei lo amava?
Gesù chiamò la Madre con urlo di lacerante dolore che trafisse i cieli. II “grande grido”, di cui parlano gli evangelisti (Vangelo dí Matteo 27,50; Vangelo dí Marco 15,37), fu questa parola. I Vangeli non lo dicono, ma lo dice lo Spirito che illumina i Vangeli. Maria raccolse quel grido e portò in sé quel lamento come una spada di fuoco sino al mattino pasquale, quando Gesù entrò sfolgorante più del sole nella stanza dove Lei pregava. Il sepolcro le aveva portato via l’Uomo-Dio, ma le restituiva il Dio-Uomo: perfetto nella sua virile Maestà e giubilante per la prova compiuta. In quel momento di paradiso, fu ancora questa la prima parola: “Mamma!”. Un richiamo non più di dolore come sulla croce, ma di gioia incontenibile, di cui Gesù faceva partecipe Maria stringendola al suo Cuore divino.

 

 

 

 

Benvenuta Primavera.

Posted by admin On aprile - 2 - 2011 Commenti disabilitati

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