Giorgio Napolitano PDF Stampa E-mail
Presidente della Repubblica
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Bandiera XI presidente della
Repubblica Italiana
Stemma
Presidente Napolitano.jpg
Giorgio Napolitano
Luogo di nascita Napoli
Data di nascita 29 giugno 1925 (1925-06-29) (85 anni)
Luogo di morte
Data di morte
Partito politico Democratici di Sinistra (DS)
Coalizione
Mandato dal 15 maggio 2006 - in carica
Elezione 10 maggio 2006
4º scrutinio con 543 voti su 990
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Politico
Coniuge Clio Maria Bittoni
Vicepresidente
Predecessore Carlo Azeglio Ciampi
Successore in carica






Bandiera Ministro dell'Interno Stemma
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Partito politico Partito Democratico della Sinistra
Coalizione Governo Prodi I
Mandato 17 maggio 1996 - 21 ottobre 1998
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Vicepresidente {{{vice}}}
Predecessore Giovanni Rinaldo Coronas
Successore Rosa Russo Jervolino
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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
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Partito Partito Comunista Italiano, PDS
Legislatura II, III, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII
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Senato della Repubblica
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Legislatura XIV
Gruppo Gruppo misto
Coalizione
Circoscrizione
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senatore a vita
Investitura Nomina presidenziale
Data 23 settembre 2005
Incarichi parlamentari

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Giorgio Napolitano (Napoli, 29 giugno 1925) è un politico italiano, undicesimo presidente della Repubblica, in carica dal 15 maggio 2006.

In precedenza era stato Presidente della Camera dei deputati nell'XI Legislatura (subentrando nel 1992 a Oscar Luigi Scalfaro, salito al Quirinale) e Ministro dell'Interno nel Governo Prodi I, nonché deputato dal 1953 al 1996 e Senatore a vita dal 2005 (nominato da Carlo Azeglio Ciampi) fino alla sua elezione alla prima carica della Repubblica.

È il primo Capo dello Stato ad essere stato parte del Partito Comunista Italiano.

È il terzo presidente ad essere eletto alla quarta chiamata (dopo Einaudi e Gronchi), il sesto ex Presidente della Camera eletto Capo dello Stato (dopo Enrico De Nicola, Gronchi, Leone, Pertini e Scalfaro), il secondo ad essere eletto da senatore a vita (prima di lui Leone), e il terzo presidente napoletano (dopo De Nicola e Leone).

Indice

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Biografia [modifica]

La giovinezza e la militanza nel PCI [modifica]

Nasce a Napoli da genitori di Gallo di Comiziano (NA). Studente dal 1938 al 1941 al Liceo Classico Umberto I di Napoli, dove frequenta quarta e quinta ginnasio e salta poi alla seconda Liceo (erano gli anni della guerra). Nel dicembre del 1941 si trasferisce con la sua famiglia a Padova e lì si diploma presso il liceo Tito Livio. [1] Nel 1942 Napolitano si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli. Durante gli anni dell'Università, fa parte del GUF, il gruppo universitario fascista: collabora infatti con il settimanale IX maggio tenendo una rubrica di critica teatrale. In questo periodo si forma tuttavia il gruppo di amici storico di Napolitano che, seppur militando ufficialmente nel fascismo, guardava alle prospettive dell'antifascismo. Napolitano dirà più avanti: "Il GUF era in effetti un vero e proprio vivaio di energie intellettuali antifasciste, mascherato e fino a un certo punto tollerato".[2] Il giovane Napolitano, appassionato di letteratura e teatro (un interesse coltivato tra i banchi del liceo Umberto di Napoli, con amici come Francesco Rosi, Giuseppe Patroni Griffi, Antonio Ghirelli, Raffaele La Capria, Luigi Compagnone), debutta anche come attore in un paio di piccole parti nella compagnia del GUF al Teatro degli Illusi presso Palazzo Nobili; ha anche interpretato il ruolo di protagonista nella commedia Viaggio a Cardiff di William Butler Yeats.

Durante l'occupazione tedesca, con il gruppo formatosi all'interno del GUF prende parte alle azioni della Resistenza in Campania.[3] In particolare, tra queste, l'azione con cui si impadroniscono della redazione del IX maggio, pubblicando brani di Karl Marx mascherati come pezzi firmati di volta in volta dai diversi componenti del gruppo. Nel 1944 entra in contatto con il gruppo di comunisti napoletani come Mario Palermo e italo- tunisini come Maurizio Valenzi, che prepararono l'arrivo a Napoli di Palmiro Togliatti. Nel 1945 Napolitano aderisce al Partito Comunista Italiano, di cui è segretario federale a Napoli e Caserta.

Due anni dopo, nel 1947, si laurea in Giurisprudenza con una tesi di economia politica dal titolo: "Il mancato sviluppo industriale del Mezzogiorno dopo l'unità e la legge speciale per Napoli del 1904".

Eletto deputato nel 1953 (e successivamente sempre rieletto, tranne che nella IV legislatura, nella circoscrizione di Napoli, fino al 1996), diviene responsabile della commissione meridionale del Comitato Centrale del PCI, di cui era diventato membro a partire dall'VIII congresso (1956), grazie all'appoggio che Palmiro Togliatti dette in quel periodo a lui e ad altri giovani dirigenti nell'ottica della creazione di una nuova e più eterogenea dirigenza centrale.

In quell'anno, tra l'ottobre e il novembre, si consuma da parte dell'URSS la repressione dei moti ungheresi, che la dirigenza del PCI condannerà come controrivoluzionari (L'Unità arriva persino a definire gli operai insorti "teppisti" e "spregevoli provocatori"). Nel momento stesso degli eventi, egli stesso elogiò l'intervento sovietico dichiarando: «L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo»[4].

In effetti - rispetto a coloro che, in quel periodo, affermavano che quella d'Ungheria era da considerare una legittima rivoluzione e che nel comunismo si dovevano sviluppare le prospettive di una apertura democratica[5] - il travaglio di Napolitano rimase, come ammise poi nella sua autobiografia politica "Dal PCI al socialismo europeo", a livello di "grave tormento autocritico" riguardo a quella posizione. Successivamente illustrò il proprio percorso politico - che seguiva la linea di Giorgio Amendola, il quale contribuì alla prima evoluzione del partito[6], di cui Napolitano si considererà sempre un allievo - dichiarando che "la mia storia" non è "rimasta eguale al punto di partenza", ma" è "passata attraverso decisive evoluzioni della realtà internazionale e nazionale e attraverso personali, profonde, dichiarate revisioni" [7].

Gli incarichi nel partito [modifica]

Napolitano alla Festa dell'Unità del 1975, a Milano.

Tra il 1960 e il 1962 è responsabile della sezione lavoro di massa, successivamente, dal 1963 al 1966, segretario della federazione comunista di Napoli.

Nel confronto interno seguente la morte di Togliatti nel 1964, Napolitano è uno degli esponenti moderati di maggior peso, parte della corrente del partito più attenta al PSI (che, rompendo il fronte popolare, entrerà al governo con la Dc) in contrapposizione a quella più legata al clima di ribellione precedente il 1968.

Dopo essere entrato, a partire dal X Congresso, nella direzione nazionale del partito, dal 1966 al 1969 diviene coordinatore dell'ufficio di segreteria e dell'ufficio politico del PCI. Nel 1966 riveste l'incarico non ufficiale di vicesegretario di fatto del partito con Luigi Longo, finché due anni più tardi l'incarico sarà affidato a Enrico Berlinguer.

Tra il 1969 e il 1975, si occupa principalmente dei problemi della vita culturale del Paese, come responsabile della politica culturale del PCI. Il suo libro "Intervista sul PCI" con Eric Hobsbawm (Laterza 1975) ha un certo successo, con traduzioni in oltre 10 paesi.

Nicolae Ceauşescu con Giorgio Napolitano nel 1974

Nel periodo della solidarietà nazionale (1976-79) è portavoce del PCI nei rapporti con il governo Andreotti, sui temi dell'economia e del sindacato. Negli anni settanta svolge una grande attività all'estero, tenendo conferenze negli istituti di politica internazionale in Gran Bretagna, in Germania (dove contribuisce al confronto con la socialdemocrazia europea, in special modo con l'Ostpolitik di Willy Brandt) e (cosa all'epoca inusuale per un politico italiano) nelle Università degli Stati Uniti . Nel 1978 fu infatti il primo dirigente del partito comunista italiano a ricevere un visto per recarsi in visita negli Stati Uniti[8], dove terrà conferenze ed importanti incontri ad Aspen, Colorado, e all'Università di Harvard. L'invito ufficiale, nella sua veste politica, venne soltanto una decina di anni dopo, anche grazie all'interessamento di Giulio Andreotti, e diede luogo anche ad un nuovo ciclo di conferenze presso le più prestigiose università statunitensi (Harvard, Yale, Chicago, Berkeley, Johns Hopkins-SAIS e CSIS di Washington).

Dal 1976 al 1979 è responsabile della politica economica del partito.

La transizione verso la socialdemocrazia europea [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Partito Democratico della Sinistra.

Napolitano è stato uno degli esponenti storici della corrente della "destra" del PCI, nata verso la fine degli anni sessanta ed ispirata ai valori del socialismo democratico, nel solco della tradizione segnata da Giorgio Amendola. Negli anni di maggior scontro interno la corrente di Napolitano viene detta dagli avversari "migliorista", nome coniato anche con una certa accezione dispregiativa facendo riferimento ad un'azione politica che servisse a migliorare le condizioni di vita della classe lavoratrice senza però rivoluzionare strutturalmente il capitalismo.

Da Giorgio Amendola eredita l'orientamento riformista di leader dell'ala moderata del PCI, proseguendo nella battaglia per far crescere l'europeismo del Pci fino a candidare al Parlamento europeo Altiero Spinelli; riuscì tuttavia a distanziarsi ulteriormente dall'Unione Sovietica condannando l'invasione sovietica dell'Afghanistan, giustificata, invece, da Amendola. La sua ferma critica all'URSS fu da allora accettata dalla maggioranza del partito.

Napolitano con Enrico Berlinguer

L'altro personaggio politico con cui nel PCI Napolitano si confronta è Enrico Berlinguer, che considera parte del cammino verso il "superamento delle contraddizioni di fondo tra il PCI nella sua evoluzione e il comunismo come ideologia e come sistema". Al suo fianco nell'esperienza della solidarietà nazionale, in seguito ne critica le scelte di arroccamento del partito sulle sue posizioni. Napolitano divenne uno dei maggiori esponenti dell’opposizione interna ad Enrico Berlinguer (ad esempio intervenne contro il segretario nella Direzione del 5 febbraio 1981 dedicata ai rapporti con il Psi) e lo critico' pubblicamente sull’Unità per il modo in cui aveva posto la "questione morale e l’orgogliosa riaffermazione della nostra diversità"[9]. In un famoso articolo pubblicato da L'Unità nell’estate del 1981, Napolitano mette in guardia Berlinguer dai pericoli del settarismo e dell'isolamento parlamentare verso cui, dice, rischia di trascinare il Pci al solo scopo di battere i ‘familiari sentieri’ della lotta di classe.

Napolitano inoltre si adopera per tenere aperta la possibilità di un confronto e di una possibile convergenza con il PSI. Cerca di mantenere vivi i contatti con il socialismo europeo e italiano anche negli anni del durissimo scontro tra Enrico Berlinguer e Bettino Craxi, che raggiunge il culmine con la differente posizione dei due leader sul referendum che avrebbe abrogato la cosiddetta scala mobile.

Nel 1985 affermava che il riformismo europeo è "il punto di approdo del PCI".

Dal 1986 dirige nel partito la commissione per la politica estera e le relazioni internazionali.

In quegli anni all'interno del PCI prevale, in politica estera, la linea di Napolitano di "piena e leale" solidarietà agli USA e alla NATO.

Dal 1981 al 1986 (durante l'VIII e la IX legislatura) è presidente del gruppo dei deputati del PCI alla Camera dei deputati, e, dal 1989 al 1992, parlamentare europeo.

Alla morte di Enrico Berlinguer, Napolitano è tra i possibili successori alla Segreteria del Partito; gli viene tuttavia preferito Alessandro Natta.

Nel luglio del 1989 è Ministro degli Esteri nel governo ombra del PCI, da cui si dimette all'indomani del congresso di Rimini, in cui si dichiara favorevole alla trasformazione in Partito Democratico della Sinistra. In un'intervista rilasciata il 6 marzo del 92 ribadisce: "Ci caratterizza l'antica convinzione che il Pci abbia tardato a trasformarsi in un partito socialista democratico di stampo europeo".

Nel 1991, in piena guerra del Golfo, fa uno storico viaggio in Israele, riportando le posizioni del Partito Comunista Italiano verso una maggiore attenzione alle istanze della comunità ebraica.

Da Presidente della Camera a Senatore a vita [modifica]

Napolitano alla parata del 2 giugno 2006

Nel 1992 viene eletto Presidente della Camera dei Deputati subentrando a Oscar Luigi Scalfaro, eletto Presidente della Repubblica Italiana. Si trattò della “legislatura di Tangentopoli” e la Presidenza della Camera divenne uno dei fronti del rapporto tra magistratura e politica: due episodi sono estremamente significativi del modo in cui l'indiscusso prestigio personale del presidente Napolitano guadagnò alle istituzioni il conforto dell’opinione pubblica, che in quel periodo era particolarmente incline alla sfiducia nei confronti delle pubbliche autorità.

Il 2 febbraio 1993 all’ingresso posteriore di palazzo Montecitorio si presentò un ufficiale della Guardia di finanza con un ordine di esibizione di atti: esso si riferiva agli originali dei bilanci dei partiti politici (peraltro pubblicati anche in Gazzetta Ufficiale), evidentemente utili al magistrato procedente (Gherardo Colombo, della Procura di Milano) per verificare se talune contribuzioni a politici inquisiti fossero state dichiarate a bilancio, secondo le prescrizioni della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Il Segretario generale della Camera, su istruzioni del Presidente, oppose all’ufficiale l’immunità di sede, l'antichissima guarentigia delle Camere in cui la forza pubblica non può accedere se non su autorizzazione del loro Presidente. Nei giorni successivi tutti i partiti politici e tutti i principali organi di stampa sostennero la scelta del presidente Napolitano.

Il secondo evento ebbe luogo subito dopo la clamorosa seduta del 29 aprile 1993, in cui alcune delle richieste di autorizzazione a procedere contro Bettino Craxi furono respinte dalla Camera a voto segreto. Il presidente Napolitano convocò il 6 maggio 1993 la Giunta del Regolamento e dispose che le deliberazioni della Camera sulle autorizzazioni a procedere fossero per l’avvenire votate in maniera palese (mantenendo il ricorso al voto segreto solo per la sottoposizione all'arresto, alla perquisizione o ad altra privazione della libertà personale). Così innovando la prassi parlamentare ultrasecolare, la Presidenza della Camera (e quella del Senato, retta da Spadolini, che adottò analoga deliberazione in pari data) si evitò per il prosieguo che le proposte di concessione dell’autorizzazione richiesta dalla magistratura fossero respinte nel segreto dell’urna da quello che era stato ribattezzato il “Parlamento degli inquisiti”.

Nella gestione del lato politico della vicenda di Tangentopoli - pur avendo pronunciato un deciso intervento in memoria del suicida deputato Moroni - si consumò la sua rottura con Bettino Craxi: scelse di non dare alcun seguito alle doglianze di questi contro il presidente della Giunta delle autorizzazioni della Camera, onorevole Vairo, guadagnandone una reazione stizzita a tutto campo. Nel processo Cusani, il 17 dicembre 1993, Craxi affermò: "Come credere che il presidente della Camera, onorevole Giorgio Napolitano, che è stato per molti anni ministro degli Esteri del Pci e aveva rapporti con tutta la nomenklatura comunista dell’Est a partire da quella sovietica, non si fosse mai accorto del grande traffico che avveniva sotto di lui, tra i vari rappresentanti e amministratori del Pci e i paesi dell’Est? Non se n’è mai accorto?"[10]. Secondo la sentenza sulle tangenti per la metropolitana di Milano Luigi Miyno Carnevale si occupava di ritirare la quota spettante al partito comunista e di girarle, in particolare, alla cosiddetta "corrente migliorista" che "a livello nazionale", "fa capo a Giorgio Napolitano"[11].

Nel 1994, tornato sui banchi parlamentari dopo esser stato Presidente della Camera, fu incaricato dal PDS di pronunciare la dichiarazione di voto sulla fiducia del Governo Berlusconi I. Al termine del discorso Silvio Berlusconi si congratulò con lui per il discorso in cui auspicava "una linea di confronto non distruttivo tra maggioranza e opposizione". Si tratta di un rapporto mantenutosi ottimo per tre lustri, fino all'improvvisa crisi istituzionale sul caso Englaro del febbraio 2009.

Napolitano a Firenze
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Governo Prodi I.

Successivamente, Romano Prodi lo sceglie come Ministro dell'Interno del suo governo nel 1996. Come primo ex-comunista ad occupare la carica di Ministro dell'Interno, propone quella che diverrà nel luglio 1998 la Legge Turco-Napolitano, che istituisce i centri di permanenza temporanea (CPT) per gli immigrati clandestini.

Mentre ricopre tale incarico, è molto criticato per non aver attuato una tempestiva e adeguata sorveglianza su Licio Gelli, fuggito all'estero (dopo essere evaso dal carcere già nel 1983) il 28 aprile 1998, il giorno stesso della divulgazione della sentenza definitiva di condanna per depistaggio e strage da parte della Cassazione. Per questi fatti il direttore di MicroMega Paolo Flores D'Arcais ne chiede le dimissioni.[12]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Democratici di Sinistra.

Dopo la caduta dell'esecutivo guidato da Prodi, è nuovamente europarlamentare dal 1999 al 2004 tra le file dei Democratici di Sinistra ricoprendo la carica di Presidente della Commissione Affari Costituzionali (AFCO), una delle più influenti del Parlamento Europeo.

Il 23 settembre 2005 è nominato, assieme a Sergio Pininfarina, Senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Al Quirinale [modifica]

Napolitano subentra a Carlo Azeglio Ciampi

Il 10 maggio 2006 è eletto undicesimo Presidente della Repubblica Italiana alla quarta votazione con 543 voti su 990 votanti dei 1009 aventi diritto. Giura ed entra ufficialmente in carica il giorno 15 maggio.

È il primo esponente proveniente dal PCI a divenire Presidente della Repubblica ed è il primo Presidente della Repubblica proveniente da un gruppo parlamentare (in questo caso L'Ulivo), dopo la caduta della "prima repubblica". Tra i suoi primi atti, la concessione della grazia a Ovidio Bompressi, in continuità con le determinazioni assunte dal predecessore Carlo Azeglio Ciampi.

Il 9 luglio 2006 è stato presente, insieme al ministro Giovanna Melandri all'Olympiastadion di Berlino durante la partita finale dei Mondiali di calcio 2006, dove la Nazionale di calcio italiana ha conquistato il suo quarto titolo mondiale: prima di allora l'onore era spettato solo a Sandro Pertini. I Presidenti Saragat e Scalfaro (in occasione delle finali dei mondiali 1970 e 1994) scelsero invece di non assistere alla partita, entrambe le partite poi furono perse.

Nella veste di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Napolitano ha assunto una serie di iniziative verso l'ordine giudiziario: nella primavera del 2007 ha chiesto al CSM stesso notizie relative al fascicolo personale di Henry John Woodcock, il pm che indagava su Vittorio Emanuele di Savoia[13] mentre nell'autunno del 2008 ha più volte auspicato la risoluzione della "guerra tra le Procure" di Salerno e Catanzaro sulle indagini attinenti l'avocazione delle inchieste del pm Luigi De Magistris.

Nel 2008, nel pieno delle polemiche per le forti contestazioni, da parte di esponenti dei centri sociali e della sinistra, alla presenza dello stato di Israele alla Fiera Internazionale del Libro di Torino (nazione invitata per il sessantennale della sua creazione, ma, al contrario del Salon du Livre di Parigi che aveva fatto una scelta analoga, senza dare spazio anche agli scrittori palestinesi) l'annunciata visita di Napolitano alla manifestazione viene criticata dallo scrittore svizzero Tariq Ramadan. Secondo Ramadan la presenza di Napolitano avrebbe dato una valenza politica all'invito di Israele e lo stesso Napolitano avrebbe equiparato le critiche ad Israele all'antisemitismo. In risposta alle critiche è stata emessa una nota del Quirinale[14][15].

Il 14 novembre 2009 gli è stata conferita una laurea Honoris Causa in Politiche e Istituzioni dell'Europa dall'Università degli studi di Napoli "L'Orientale".

Il 6 maggio 2010 Napolitano ha dato avvio alle celebrazioni per i centocinquant'anni dell'unità d'Italia.[16]

Il 20 settembre 2010 ha ricevuto in Campidoglio la prima cittadinanza onoraria di Roma Capitale[17].

La gestione delle crisi di governo [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Governo Prodi II.

Dal 21 febbraio 2007 si trova a dover gestire la prima crisi di Governo da quando è salito al Colle, causata dalle dimissioni del premier Romano Prodi, in seguito al voto contrario del Senato alla relazione sulla politica estera del suo Governo; dopo tre giorni rinvia il Governo alle Camere per la fiducia.

Il 24 gennaio 2008 riceve nuovamente le dimissioni di Prodi, in seguito al voto di sfiducia al governo maturato in Senato in seguito all'abbandono della maggioranza governativa da parte dell'UDEUR di Clemente Mastella. Avvia le consultazioni con le forze politiche per la ricomposizione di una difficile crisi di governo e, propenso a scongiurare le elezioni anticipate (pure richieste dalla maggioranza delle forze parlamentari), ma consapevole della difficoltà di creare un nuovo esecutivo con maggioranza stabile, il 30 gennaio conferisce al Presidente del Senato Franco Marini un mandato esplorativo finalizzato a trovare un consenso tra le forze politiche su una riforma della legge elettorale e su un governo che assuma le decisioni più urgenti. Ma il tentativo fallisce e, il 4 febbraio, Marini rimette il mandato ricevuto. Il 6 febbraio il Capo dello Stato firma il decreto di scioglimento delle Camere, chiudendo così, dopo appena 22 mesi dal suo insediamento, la XV Legislatura, la seconda più breve della storia della Repubblica (dopo l'XI Legislatura).

Barack Obama al Quirinale con Napolitano

Nomine presidenziali [modifica]

Governi:

Senatori a vita:

  • Non ha ancora proceduto ad alcuna nomina

Giudici della Corte Costituzionale:

Critiche al suo operato [modifica]

Giorgio Napolitano con Silvio Berlusconi, attuale Presidente del Consiglio dei ministri

In molti siti web (primo tra tutti quello del noto comico Beppe Grillo, oppure dei giornalisti Marco Travaglio, Piero Ricca e del politico Antonio Di Pietro), Napolitano è stato accusato di essere troppo accondiscendente nei confronti del Presidente del Consiglio, in particolare nella persona di Silvio Berlusconi. In quest'ottica Napolitano viene accusato di aver controfirmato tutte le leggi del governo giudicate "delinquenziali"[18] [19]dall'opposizione. In particolare:

  • In occasione della promulgazione del Lodo Alfano il blogger Beppe Grillo ha posto cinque domande molto critiche al Presidente della Repubblica in carica, colpevole, secondo l'autore, di aver firmato e quindi legittimato una legge anticostituzionale,[20], per il quale è stato richiesto il pronunciamento di costituzionalità da parte della Corte Costituzionale e che il 7 ottobre 2009 la Corte stessa ha effettivamente ritenuto incostituzionale. In data 21 maggio 2009, sul sito web della Presidenza della Repubblica è stato pubblicato un comunicato ufficiale[21] di risposta alle critiche mosse da un banner e da un video pubblicati sul blog di Beppe Grillo. In una intervista su Repubblica l'ex-presidente Carlo Azeglio Ciampi ha espressamente criticato la scelta di Napolitano di firmare subito e soprattutto di usare come scusa il fatto di aver dichiarato, in risposta ad una domanda specifica di un cittadino "Tanto se me le ripresentano uguale a quel punto sono costretto a firmarla".[22]
La firma del Presidente Napolitano
  • In occasione della promulgazione del cosiddetto Scudo fiscale, l'Italia dei Valori di Antonio di Pietro ha nuovamente criticato Napolitano per aver firmato senza rinvio una legge accusata da molti economisti di essere un mezzo per riciclare legalmente denaro sporco. Di Pietro ha definito la firma "un atto di viltà".[23]
  • Qualche settimana prima delle elezioni regionali del 2010, a seguito dell'esclusione delle liste PDL in Lazio e Lombardia, Napolitano ha firmato nottetempo il decreto legge del governo per la riammissione delle liste escluse. Per questa scelta Di Pietro ha dichiarato di valutare una richiesta di impeachment.[24]
  • Nell'aprile del 2010 Giorgio Napolitano promulga con la propria firma la legge sul legittimo impedimento del premier e dei ministri, mentre i pm di Milano si dicono pronti a ricorrere alla Consulta per sollevare eccezione di costituzionalità.[25]
  • Altre promulgazioni criticate e discusse hanno riguardato il decreto Mastella per distruggere i dossier della security Telecom, l’ordinamento giudiziario Mastella-Castelli, la legge salva-Pollari, la norma della penultima finanziaria che raddoppia l’Imposta sul valore aggiunto a Sky, i due pacchetti sicurezza Maroni accusati di contenere norme anti-rom e anti-immigrati.[26]

Vita privata [modifica]

Giorgio Napolitano ha conosciuto Clio Maria Bittoni (nata a Chiaravalle nel 1935) presso l'Università di Napoli, dove lei si è laureata in Giurisprudenza, e si è sposato con rito civile in Campidoglio nel 1959. I coniugi Napolitano hanno avuto due figli, Giulio e Giovanni, e attualmente sono nonni di due nipoti: Sofia e Simone. La Bittoni, avvocato specializzato in Diritto del lavoro, ha lavorato per molti anni nell'ufficio legislativo della Camera dei deputati, incarico dal quale si è dimessa nel 1992 quando il marito è stato eletto presidente della Camera dei deputati.

Opere [modifica]

  • Movimento operaio e industria di Stato, Roma, Editori Riuniti, 1962.
  • L'insegnamento di Lenin nell'esperienza e nella prospettiva del Pci, in Lenin teorico e dirigente rivoluzionario, Roma, Critica marxista, 1970.
  • Scuola, lotta di classe e socialismo, Roma, Editori Riuniti, 1971.
  • La democrazia nella scuola, con Giuseppe Chiarante, Roma, Editori Riuniti, 1974.
  • I comunisti nella battaglia delle idee, Roma, Editori Riuniti, 1975.
  • Classe operaia occupazione e sviluppo, Roma, Editori Riuniti, 1975.
  • Intervista sul PCI, a cura di Eric Hobsbawm, Roma-Bari, Laterza, 1976.
  • La classe operaia forza di governo, Roma, Editori Riuniti, 1978.
  • In mezzo al guado, Roma, Editori Riuniti, 1979.
  • Partito di massa negli anni Ottanta, con Enrico Berlinguer, Roma, Editori Riuniti, 1981.
  • Il PCI e la sinistra europea, con Gianni Cervetti e Sergio Segre, Roma, Salemi, 1987.
  • Oltre i vecchi confini. Il futuro della sinistra e l'Europa, Milano, A. Mondadori, 1989. ISBN 88-04-32174-1
  • Al di là del guado. La scelta riformista, Roma, Lucarini, 1990. ISBN 88-7033-466-X
  • Europa e America dopo l'89. Il crollo del comunismo, i problemi della Sinistra, Roma-Bari, Laterza, 1992. ISBN 88-420-3923-3
  • Il meridionalismo storico e il contributo di Gerardo Chiaromonte, Rionero in Vulture, Calice Editori, 1993.
  • Dove va la Repubblica. 1992-94, una transizione incompiuta, Milano, Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84377-6
  • Europa politica. Il difficile approdo di un lungo percorso, Roma, Donzelli, 2003. ISBN 88-7989-761-6
  • Dal PCI al socialismo europeo. Un'autobiografia politica, Roma-Bari, Laterza, 2005. ISBN 88-420-7715-1
  • Una transizione incompiuta?, Milano, BUR, 2006. ISBN 88-17-01429-X
  • Altiero Spinelli e l'Europa, Bologna, Il mulino, 2007. ISBN 978-88-15-11936-0

Onorificenze [modifica]

Capo dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Capo dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana

— Roma, dal 15 maggio, 2006, in qualità di Presidente della Repubblica
immagine del nastrino non ancora presente

Dan David Prize: Past - March Towards Democracy

«To Mr. Giorgio Napolitano, President of the Republic of Italy, for his dedication to the cause of Parliamentary democracy, thereby contributing to a strengthening of democratic values and institutions in Italy and Europe; and for his courage and intellectual integrity which have been crucial in healing the wounds of the Cold War in Europe, as well as the scars left in Italy in the wake of fascism»
— Tel Aviv, 9 maggio 2010[29]
 

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Ecomafie- ecco l’elenco dei 47 comuni pericolosamente inquinati

diramato dal Ministero della Salute

ROMATerra di Lavoro è ammalata. Quasi sei milioni di persone sono esposti a rischio di gravimalattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche,malattie renali e così via. Il ministero della Salute ha diramato l’elenco delle zone maggiormente a rischio.Manco a dirlo, la zona più esposta a queste malattie è stata individuata tra il litorale domizio-flegreo e’agro aversano, praticamente quasi tutte le province di Napoli e Caserta. Questo l’elenco dei 47 comunievidenziati: Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone,

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Grillo chiede un incontro a Napolitano

Grillo chiede un incontro a Napolitano

"Il Paese va verso la catastrofe economica. Ma l'italiano può diventare feroce"

Beppe Grillo 



ROMA -
"Napolitano vada in televisione, in prima serata e parli alla Nazione.Dica la verità sullo stato dell'economia, sulle misure che dovremo prendere,sui sacrifici enormi che ci aspettano. Imponga la cancellazione del Porcellum,contro cui alla Camera ha votato soltanto il M5S e un solo deputato delpdmenoelle e sciolga il Parlamento. Quest'agonia non può durare.Chiedo un incontro con Napolitano".

Beppe Grillo sul suo blog rivolge un appello al Capo dello Stato, invitandolo aspiegare agli italiani le condizioni in cui versa il Paese: "Ci si avvia verso la catastrofeeconomica - scrive il leader M5S sul sito- senza che nessuno nel Governo, nei partiti,nelle istituzioni abbia il coraggio di denunciarlo, di fare qualcosa". Bisogna intervenireal più presto perché "l'italiano viene descritto come "brava gente", ma può diventareferoce, come dimostrato dalla Storia, anche recente". Sul post appare una falsa prima  pagina del Corriere della Sera sulla quale campeggia il titolo"Le dimissioni di Letta. Grillo capo del Governo. Un proclama di Napolitano". Il tutto(sottotitolo e sommario compresi) in uno stile che ricorda quello delle dichiarazioni di guerra.

La Repubblica

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Tensioni sulla Grecia

Tensioni sulla Grecia


La Grecia torna sul palcoscenico delle Borse. Il nervosimo attorno al salvataggiodi Atene ha influenzato la mattinata dei listini europei. Questi, infatti, hannoreagito negativamente alla notizia, riportata dalla Reuters, secondo cui la Troikainternazionale avrebbe dato un ultimatum di tre giorni al governo ellenico.O vengono implementate, soprattutto nel settore pubblico, le riforme chieste,oppure la nuova tranche di aiuti intrenazionali potrebbe non arrivare. Al di làdell'efficacia (?) della politica d'austerity imposta al Paese (che sta sprofondandoin realtà sempre di più nella recessione), era scontato che una simile notiziaavrebbe fatto scendere gli indici. E così è stato. Tuttavia, poco dopo mezzogiornola Commissione europea ha smentito di avere dato l'ultimatum ad Atene.

Sole 24 Ore - l

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BENEVENTO -

CONCORSI IRREGOLARI NEL BENEVENTANO

BENEVENTO - Per irregolarità nell’effettuazione di alcuniconcorsi al Comune di Benevento il Gip Flavio Cusani hadisposto gli arresti domiciliari per il dirigente del settorefinanze del Comune Andrea Lanzalone 45 anni a cui vieneimputata la concussione. Le indagini sono state condottedal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Clemente.Per Cristiana Fevola 48 anni, consulente della Team Consultingsrl c’è un obbligo di dimora. La donna è indagata per falsitàmateriale: i provvedimenti sono stati eseguiti dalla Digos.

F.il Mattino

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Natale alla Reggia 2012

COMUNICATO STAMPA

"Natale alla Reggia 2012"

dall' 8 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013 il programma degli eventi organizzati

al Palazzo Reale di Caserta

Mostre d’arte, visite guidate, concerti e appuntamenti culturali.

http://www.rositour.it/Italia/Campania/Caserta/Caserta.htm

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